Il paese di ghiaccio

Ricordare è una battaglia perduta in partenza: il tempo non ricorda tutto. Sceglie cosa portare con sé e cosa abbandonare alle proprie spalle. Cosa far vivere e cosa uccidere. Tutti noi dobbiamo saper fare altrettanto. Ma come scegliere ciò che dev’essere ricordato? Non esiste una regola. I poeti dicono che si ricorda la bellezza, l’amore, i sentimenti o il dolore. I pittori ricordano i colori e la notte. I musicisti ricordano i suoni, incluso il suono più forte di tutti, quello del nostro cuore. Forse, infine, è questo il segreto: ricordarsi del proprio cuore e di quello che lo fa battere più velocemente.

Forse una delle frasi chiave di tutta la saga di Ulysses Moore che con Il paese di ghiaccio arriva al decimo episodio. Anche questo romanzo del buon Pierdomenico Baccalario l’ho letto ad alta voce, con la mia famiglia come pubblico e non so se mi emoziono più io a leggere o loro ad ascoltarmi.
Jason, Julia, Rick, Anita e Tommaso stanno trovando una risposta a tutti i misteri, persone date per morte forse non lo sono, i cattivi forse non sono poi così cattivi, le prime storie d’amore si fanno interessanti.

Siamo arrivati al decimo libro e ne mancano oramai soltanto due…

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