Fatevi Fottere

Mettersi a fumare e ballare con la Bandabardò o con Manu Chao – Topo Gigio che canta gli Intillimani – o con qualsiasi gruppo ska, alla fine ti fa esaurire le energie. Non si vanno a sfondare le teste, dopo essersi sfondati di canne e balli.

E dopo tanti concerti ho letto Fatevi Fottere, la biografia di Giorgio Canali, costruita da Samuele Zamuner e Irene Zanetti, grazie a tante e tante interviste, e riscritta in prima persona.

Quando metto le mani su una chitarra si percepisce bene quello che voglio comunicare, se ne sente lo spirito, e cerco di dare un colore d’ambiente deciso. Non è presunzione, è così. Una mia nota si riconosce, forse perché suono sempre le stesse.

Giorgio parla di sé, da quando era semplicemente il figlio del fabbro di Predappio, come lo fu a suo tempo il più noto Benito Mussolini, alle sue ultime avventure musicali con i Rossofuoco. E’ una biografia soprattutto musicale, o meglio è una storia della sua parte pubblica, non si riesce ad entrare molto nel privato, ma del resto il suo privato sono cazzi suoi e dei curiosi, chi lo ama davvero come artista deve sapersi accontentare.

Mi piace stare con la gente dopo il concerto, e ubriacarmi con quelli che apprezzano la mia musica. Lo posso fare, perché solo se diventi un mito ti devi proteggere. Ma tanto quelli che mi vengono a vedere li conosco tutti personalmente. Io so esattamente chi ha comprato i miei dischi.

Dal punto di vista artistico però racconta tutto: gli inizi come fonico agli spettacoli di Moana e Cicciolina, l’esperienza francese con i Noir Desir, il rapporto con i CCCP, CSI, PGR,  la carriera solista, le sue produzioni ed il rapporto con il suo pubblico.

Mi è successo di avere un pubblico composto da undici spettatori, ma in quel momento mi faceva bene, dopo l’esplosione di Tabula Rasa Elettrificata, trovarmi con quasi nessuno ad ascoltare.

Tra il suo pubblico naturalmente ci sono anch’io. E mi sono anche sentito chiamato in causa direttamente, perché a Castelfranco Emilia, durante il suo primo tour solista, secondo me non eravamo neanche in undici a sentirlo suonare.

Per fortuna penso di avere il pubblico più intelligente che c’è in Italia. Il mio è un seguito colto, educato ed anche simpatico. Io credo che il desiderio di ogni artista, che si esprime per far capire quello che pensa, sia quello di trovare persone simili a sé.

Ho avuto occasione do trascorrere un po’ di tempo con lui quando siamo stati a Pordenone a sentirlo durante una serata con gli amici Radiofiera ed ho avuto il piacere di bere con lui il primo gin tonico della mia vita, per rendergli onore ho suonato le ultime due volte con la sua famosa maglietta Fatevi Fottere. Quando l’ho acquitata, Giorgio è stato felice di farmi notare come è riuscito a riprodurre anche il font originale della più famosa scritta che accompagnava la stella a cinque punte.

Questo però sono io

Il giudizio sul libro non è altissimo, a lui non si può chiedere di più, mi aspettavo di più dagli autori.

Su Anobii 3 stelline.

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2 commenti su “Fatevi Fottere

  1. icco ha detto:

    bello!!! lo voglio anch’io!

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