L’uomo a rovescio

L'uomo a rovescioAdamsberg aveva sempre saputo cose che gli altri ignoravano. In compenso, una marea di cose che gli altri conoscevano a lui erano totalmente estranee.

Ho letto le 328 pagine de L’uomo a rovescio praticamente in una sola giornata, sono spesso così i romanzi di Fred Vargas, ti tengono incollato alla pagina fino all’ultimo ed è difficile staccarsi. Scrive bene, crea spesso, come in questo caso, storie ricche di mistero e di soprannaturale, anche se la soluzione finale poi è sempre reale, un po’ come con i cartoni animati di scooby doo.

Qui ci sono i lupi abruzzesi, forse un lupo mannaro ed il solito commissario Adamsberg a cercare di risolvere il giallo. A differenza di altri romanzi stavolta il commissario entra in scena solo nella seconda metà del libro, sono altri i protagonisti della vicenda, tra i quali Camille, il vecchio amore del nostro eroe.

– E’ così che io ragiono
– Questo non è ragionare. E’ riflettere contro ogni buonsenso.
– Esatto. E’ così che io ragiono.

La Vargas è sempre bravissima a descrivere le situazioni e soprattutto il modo di ragionare di Adamsberg. Il lettore generalmente non ha abbastanza elementi per arrivare ad una soluzione, mentre al commissario la soluzione sembra che arrivi sempre un po’ per caso, ma naturalmente te ne rende partecipe solo all’ultimo momento, creando l’immancabile sorpresa.

Stavolta sono rimasto un po’ meno sorpreso del solito, la soluzione è arrivata prima a me che a lui, comunque il giallo è costruito bene, sarà che oramai ho capito come scrive o forse sono stato solo fortunato.

Su Anobii 4 stelline.

Destino. Eventualità, incontri. Caso, circostanza che fa trovare, fortuitamente o no, una persona o una cosa.

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2 commenti su “L’uomo a rovescio

  1. flofflo ha detto:

    Leggo sempre con interesse le tue recensioni. Ormai è appurato che abbiamo gusti un po’ difformi :), ma che in compenso sono assolutamente compatibili con quelli di mio marito… mi dai sempre ottimi spunti per regalargli un libro nuovo nuovo ;).

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