Foibe

FoibeLe realtà taciute sono le più pericolose perché riemergono astratte dal loro contesto e chiedono ragione insieme di ciò che è accaduto e del perché si è scelto di ignorarlo o marginalizzarlo.

Si parla di foibe, sempre di più, soprattutto in prossimità del giorno del ricordo, soprattutto se in Italia c’è un governo di destra. Ma a parte la retorica del regime o la difesa d’ufficio dell’opposizione, quanti sanno veramente cosa è successo e perché?

Questo interessantissimo saggio di Gianni Oliva, pur intitolandosi Foibe, in realtà ripercorre la storia del rapporto tra italiani e slavi dalla nascita dello stato italiano fino al termine della seconda guerra mondiale.

Non si può analizzare un fatto storico senza aver compreso le motivazioni che portarono al suo compimento, anche se comprendere non vuol dire giustificare.

L’odio che portò qualche migliaio di italiani ed essere ucciso e gettato nelle foibe carsiche viene da lontano, nasce soprattutto da come il fascismo trattò le popolazioni slave giuliane e istriane, da sempre vissute in una difficile terra di confine.

Di fronte a una razza inferiore e barbara come la slava – tuona Mussolini percorrendo il Friuli e la Venezia Giulia nel settembre 1920 – non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche; io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.

Nel periodo fascista gli slavi presenti in quello che allora era territorio italiano, furono vittime di una violenta repressione fisica, culturale e linguistica.

Il risultato più duraturo raggiunto dalla politica fascista fu quello di consolidare , agli occhi degli sloveni e dei croati, l’equivalenza tra l’Italia e il fascismo e di condurre la maggior parte di loro al rifiuto di quasi tutto ciò che appariva italiano.

Durante la seconda guerra mondiale all’occupazione fascista seguì quella nazista, dopo arrivarono i partigiani e l’esercito di Tito che durante la riannessione di quelle terre alla Jugoslavia eliminarono chi ritennero un nemico.

Ciò che storicamente si configura come eliminazione sistematica degli anticomunisti contrari all’annessione, da parte jugoslava viene contrabbandata come giustizia politica contro il nazifascismo, mentre da parte italiana viene percepita come “genocidio nazionale” o, secondo una definizione più recente, come “pulizia etnica” mirata alla distruzione di tutto ciò che è “Italia” e “italiano”.

Non è un libro facile, ma non è facile neanche l’argomento trattato. Se si vuole capire veramente bisogna approfondire, scavare, senza aver paura di trovare qualcosa di poco gradito.

L’autore non fa sconti a nessuno.

Nei giorni di maggio del 1945, non aver commesso alcun crimine non era dunque una ragione sufficiente per poter vivere.

Su Anobii 3 stelline.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...