L’amico immaginario

l'amico immaginarioMi hanno regalato L’amico immaginario a Natale, è un romanzo per ragazzi, ma lo hanno regalato proprio a me, non ad  Alessio. L’ho letto, in pochissimi giorni, ed ho scoperto un piccolo capolavoro.

Matthew Dicks racconta la storia di Budo, un amico immaginario, anzi è lo stesso amico immaginario che racconta la storia, perché è scritto in prima persona da Budo, da una creatura figlia della fantasia di Max che è un bambino di più o meno 8 anni.

E subito scopriamo che Max è un bambino che soffre di una qualche forma di autismo.

Max è quello che è. Le cose gli restano dentro per sempre. Non dimentica mai niente, e anche un fatto minuscolo può segnarlo per tutta la vita.

Vediamo così il mondo raccontato da Budo che, in un certo senso, è anche lui un bambino, che conosce Max come nessun altro, conosce cosa pensa e quali sono i suoi sentimenti, ma che ha la possibilità di vedere e commentare quello che accade dall’esterno. Alcuni dei momenti narrativi più belli sono i commenti all’operato delle maestre.

Strano: gli insegnanti vanno all’università tutti quegli anni per imparare a fare i maestri, eppure alcuni di loro non imparano mai le cose più semplici. Come per esempio a far ridere i bambini. E fargli capire che gli vuoi bene.

Budo e Max vivranno un’emozionante avventura. Budo sa di essere solo frutto della fantasia di Max, per salvarlo sa di rischiare la propria esistenza, ma è anche lui un bambino ed ha l’egoismo proprio di tutti i bambini.

Vorrei salvare sia lui che me, ma non so se ci riuscirò. Non so quanto di lui potrei perdere, per salvare me stesso.

Quando noi adulti osserviamo il comportamento di un bambino lo facciamo chiaramente dal nostro punto di vista, con la nostra sensibilità, non ricordando più come era il mondo visto dai più piccoli. Questo romanzo ci aiuta a capire che le cose possono essere anche diverse, che ogni nostra azione non sempre ha i risultati che noi speriamo, non sempre viene compresa. E se questo vale con i più piccoli vale naturalmente anche riferendoci ad ogni altra persona con la quale interagiamo.

Lo dirò a tutti gli amici immaginari che conosco, chiedendo di dirlo a tutti quelli che conoscono loro. Gli dirò di far girare la storia da un amico immaginario all’altro, perché il mondo non dimentichi mai quello che Oswald il Gigante e Budo il Grande hanno fatto per Max Delaney, il bambino più coraggioso del mondo.

Non ho trattenuto le lacrime.

Su Anobii 5 stelline.

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7 commenti su “L’amico immaginario

  1. io ce l’avevo sai? un amico immaginario.

  2. M ha detto:

    Messo nella wishlist di aNobii. Grazie!

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