Point Lenana

28499_Point_LenanaMartedì sera sono stato ad Arezzo ad una delle presentazioni di Point Lenana che Wu Ming 1 sta facendo in giro per l’Italia. E’ quindi l’occasione giusta per scrivere qualcosa su questo libro che ho letto oramai da un paio di mesi.

Non è mai facile per me scrivere qualcosa su un lavoro dei Wu Ming, ne so sempre talmente troppo che sono sicuro di non essere in grado di dire nel modo giusto quello che vorrei.

In questo libro, nessuno è menzionato senza motivo.

Nel 1943 tre prigionieri di guerra italiani fuggono dal loro campo di prigionia in Africa per scalare il monte Kenia, per poi rientrare dopo 17 giorni.

Gli autori ripercorrono, letteralmente, le orme dei protagonisti, scalando anch’essi il monte Kenia.

Il libro prende le mosse da quest’evento, per poi andare in mille direzioni diverse e diventa una  scorribanda nel Novecento italiano e non solo.

Nel ricostruire la vita dei protagonisti, e soprattutto quella di Felice Benuzzi, i nostri autori ci parlano di Impero Austro-Ungarico, di Trieste, di irredentismo e di tutti i problemi del confine a nord-est, ci parlano molto di alpinismo, ripercorrendo la storia dell’alpinismo triestino e soprattutto la vita di alcuni personaggi fondamentali come Emilio Comici. Arriva poi la prima guerra mondiale, la nascita del fascismo e soprattutto il mai abbastanza discusso colonialismo italiano, ricostruendo anche in questo caso i fatti e le vite dei protagonisti principali del periodo, soprattutto quelle di Graziani e Badoglio. Ci parlano di Mussolini, della seconda guerra mondiale e di resistenze. Intervistando la moglie del Benuzzi ripercorrono poi la seconda parte della vita dei nostri protagonisti, quando una diventerà diplomatico, console ed ambasciatore mentre il Giuan tornerà in Africa a fondare e gestire ospedali in mezzo al nulla.

Compiremo dunque un volo di falco, una sintesi di occhiate rapaci, ogni tanto calando in picchiata e catturando l’essenziale.

Point Lenana è un enorme contenitore di idee.

Se siano chiare non lo so. Il problema è che ne ho parecchie. Un libro può contenerne molte, ma una di troppo lo può distruggere.

Un immenso lavoro di quattro anni che ha cambiato la vita di uno degli autori. Wu Ming 1, da animale di pianura che non si era mai interessato di montagna, adesso è sempre alla ricerca di nuove vette da conquistare.

Un lavoro immenso e difficile da assemblare. La parte più difficile pare sia stato il montaggio, il cercare di mettere insieme tutto per rendere il più interessante e scorrevole questo oggetto narrativo non identificato, come a loro piace chiamarlo.

Se i libri migliori ti lasciano la voglia di approfondire gli argomenti trattati, qui ci vorrebbe una vita per approfondire tutto, ma nulla è trattato superficialmente, ogni argomento è presente nella giusta dose ed il sapientissimo uso di moltissimi strumenti narrativi rende queste fitte 600 pagine piacevoli e scorrevolissime.

Ci sarebbero mille altre cose da dire. Sul loro blog (Giap) si trovano i podcast di molte loro presentazioni, per chi volesse approfondire.

Su Anobii 5 stelline.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...