Dresden

dresden“Bruciare e distruggere un centro industriale nemico”, questo prescriveva l’ordine impartito al 5° gruppo il 13 febbraio 1945. Questa descrizione brutalmente pragmatica di Dresda ignorava, in modo deliberato, la natura complessa dell’obiettivo nonché il vero scopo dell’incursione, ma allo stesso tempo è un riassunto terribilmente preciso di quello che accade a terra. Dresda venne in effetti bruciata e distrutta nello spazio di una notte. Qualche industria della città venne consegnata al fuoco, insieme con un numero compreso fra venticinque e quarantamila esseri umani, un patrimonio architettonico creato nel corso dei secoli e uno stile di vita invidiabile e universalmente apprezzato.

Frederick Taylor ricostruisce in modo preciso e dettagliato quello che accadde a Dresda la notte tre il 13 ed il 14 febbraio del 1945. Lo fa partendo da lontano, da una parte ricostruendo la storia della Firenze dell’Elba dalle sue origini, dall’altra raccontando la storia del Bomber Command, il comando dei bombardieri strategici inglesi.

Un certo obiettivo veniva segnalato come bersaglio e a ciascun aereo sarebbe stato assegnato un approccio differente, 2° di variazione ogni volta, ma anche tempi diversificati per colpirlo. Lo scopo era di assicurare una densità costante e devastatrice di bombe su un settore a forma di ventaglio. Se fosse stata ottenuta, e con la giusta miscela di bombe dirompenti e incendiarie, questo avrebbe potuto produrre una tempesta di fuoco.

Quella notte, quando mancavano meno di tre mesi alla fine della guerra e la Germania nazista era in ginocchio, il Bomber Command riuscì a compiere un lavoro perfetto. Due ondate di bombardieri , di notte, a distanza di un paio d’ore l’una dall’altra, più un’ulteriore ondata di fortezze volanti americane nella mattina. Una tempesta di fuoco perfetta.

Un simile fenomeno naturale può cambiare le normali qualità dell’atmosfera al punto che al suo interno la vita biologica non è più possibile e viene estinta. I vari centri di fuoco si combinano, l’atmosfera surriscaldata schizza verso l’alto come un enorme camino attirando l’aria dalla terra per creare un uragano che a sua volta alimenta i fuochi più piccoli e li attira dentro di sé. L’effetto di una colonna di aria bollente prodotto da un rogo di queste proporzioni su una città in fiamme viene percepito da chi lo sorvola fino a 13.000 piedi di altitudine.

Alla ricostruzione storica si alternano i racconti dei protagonisti. Taylor raccoglie le testimonianze di chi era sugli aerei carichi di bombe e di chi è sopravvissuto in qualche modo al micidiale bombardamento.

Dopo la notte infernale è iniziata la guerra della propaganda che è proseguita per anni dato che Dresda entrò a far parte della DDR, la Repubblica Democratica Tedesca, che aveva come interesse lo screditare il più possibile gli ex alleati inglesi e americani. Il numero di morti, difficile da calcolare, è variato dalle poche migliaia alle centinaia di migliaia. Oggi gli storici e gli studiosi si sono attestati sulla sempre ragguardevole cifra di circa 25/40 mila morti.

Nessuno poté mai dire che ciò che accade a Dresda fu un incidente.

E stanotte si parte, andiamo a vedere cosa è stato ricostruito in questi ultimi 68 anni.

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2 commenti su “Dresden

  1. Lotje ha detto:

    bello, mi piacciono i libri di storia!

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