Difendere la Terra di Mezzo

Difendere la Terra di MezzoNon raccontava solo per intrattenersi e intrattenere o per rispondere a un impulso personale. Scriveva anche perché credeva nella grande potenzialità dei miti e delle storie di dirci qualcosa su noi stessi, di fornirci almeno un barlume di luce con cui illuminare parzialmente la sostanza di cui siamo fatti.

Ho letto la prima volta Il Signore degli Anelli  nel lontano ottobre del 1991, ero in ospedale, l’unica cosa che potevo fare era stare sdaraiato a leggere o a chiacchierare. In quei 5 giorni lessi mezzo libro e rimorchiai un’infermiera. Entrambe le cose le completai una volta tornato a casa, ma Tolkien mi ha dato molte più soddisfazioni.
Lo lessi una seconda volta qualche anno dopo, poi sono venuti i film di Peter Jackson ed ora ho mio figlio di 13 anni che sta leggendo Il Silmarillon.

Ho iniziato perà a capirne di piu su J. R. R. Tolkien leggendo i post su Giap di Wu Ming 4 ed ascoltando i podcast di alcune sue conferenze.

Questo Difendere la Terra di Mezzo inserisce Wu Ming 4 direttamente tra i principali tolkienologi della nuova generazione che toglie lo scrittore inglese dal ristretto ambito dell’autore di genere e lo colloca tra i grandi della letteratura mondiale.

Per sintetizzare questo saggio più che le mie parole uso quelle del risvolto di copertina.
Un libro da battaglia, che fa piazza pulita dei pregiudizi sul padre della Terra di Mezzo e lo mette finalmente sotto la giusta luce: quella del grande autore moderno che con la sua opera ha dato vita a un fenomeno culturale senza precedenti. […] In questo libro Wu Ming 4 raccoglie e amplia il proprio contributo alla missione di riscoperta di Tolkien, in sintonia con i maggiori esperti della materia tolkieniana.

Dietro a tante parolone c’è un saggio scorrevole e piacevole da leggere, consigliatissimo a chiunque voglia capirne qualcosa in più.

Inizierò quano prima la mia riscoperta del mondo tolkieniano, partendo dalla lettura de Lo Hobbit che ancora mi manca. Adesso gli amici della Contea li guarderò con occhi diversi e più attenti.

Noi possiamo identificarci con i comuni Hobbit, alle prese con mostri, guerrieri e battaglie, e in questo modo compiere un viaggio assieme a loro nel reame fatato, perché gli Hobbit, come abbiamo visto, non hanno nulla di fatato, bensì si collocano al nostro livello, quello di chi ha una percezione delle cose moderna e borghese, a noi familiare. Inoltre proprio come i lettori, sono ignari della storia e della geografia della Terra di Mezzo, e quindi la scoprono insieme a noi.

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