Alienazioni Padane

Alienazionipadane

Ho letto tutto di Saverio Fattori, mi mancava solo questo Alienazioni Padane, il suo primo romanzo, uscito nel 2004 e che ho trovato scaricabile dal sito de iQuindici.

Ho letto tutto di Saverio, e questo Alienazioni Padane è un altro pugno allo stomaco.

Ale, trentenne che vive tra Ferrara e Bologna, che lavora in fabbrica, che forse è lo stesso Ale del suo ultimo Strage in Fabbrica e che se non è lo stesso gli assomiglia molto.

Ale che ha una fidanzata, più o meno…

Franca dorme nella sua camera, nella nostra camera, come un’ammazzata, solo qualche mugolio sottile taglia le coperte, è inutile lo sforzo che compio. Non ricordo cosa mi ha fatto avvicinare a lei con intenti più che amichevoli, veri e propri stimoli amorosi, è inutile, non ricordo.

Ale che… no, non ce la faccio, non sono assolutamente in grado di scrivere qualcosa su questo romanzo.

Ci riprovo… Ale che ha una fidanzata, più o meno…

Franca mi è fedele. Sono atterrito. Ho fatto minuziose indagini e appostamenti. Franca non ha amanti. Sono depresso. L’abitudine ha accoppato quello che rimaneva del mio desiderio sessuale, è naturale, ma che nemmeno gli altri giovani maschi la vedano come desiderabile oggetto sessuale, questo è un vero calcio nei coglioni a gamba tesa.

Questo romanzo è un vero calcio nei coglioni a gamba tesa. In prima persona, salti temporali, sesso, droga, discoteche anni ’80, qualcuno che muore, che viene ucciso, che non si capisce se bisogna scoprire il colpevole o forse si sa chi è il colpevole ma poi chissenefrega.

Poi c’è Sergio Caputo, presente come colonna sonora in tutto il romanzo, Sergio Caputo che forse oggi canterà nelle crociere o, perché no, nei matrimoni. Il più grande poeta italiano del novecento, che spreco.

Un romanzo che parla di… alienazioni padane, cioè il diario di un alienato che abita nella bassa padana, un alienato che… Perché Ale lo puoi amare e lo puoi odiare, ma soprattutto lo devi odiare, perché Ale siamo noi, non si può non ritrovare noi stessi nei pensieri di Ale, rappresenta la nostra parte peggiore, la nostra parte migliore, la nostra parte, la mia generazione.

Continuo a nutrire una curiosità maniacale per l’universo femminile che mi porterà fino alla tomba, rassegnato comunque all’idea di non poterci in alcun modo capire un cazzo.

Un romanzo, come tutti quelli di Saverio Fattori, da leggere rigorosamente ad alta voce, ad altissima voce, ma senza che nessuno senta.

Su Anobii 5 stelline.

Meglio sottrarsi alle rigide convenzioni che immobilizzano la specie umana, la più rappresentativa e ingombrante del paese. […] Meglio non sposare il testa di cazzo più ambito del paese, meglio non baciare la più carina della classe in gita. Meglio esserci senza che nessuno noti la nostra presenza, meglio non morire giovani con tutto il paese che si stringe attorno ai familiari.[…] Meglio non avere fidanzate che si schiantano alla biforcazione di due strade provinciali. Meglio non tirare coca troppo chimica per rimanere svegli fino a mattina a fissare angoli di soffitto e spigoli di mobili, meglio non rigare dritto tutta la vita. […] Molto meglio non essere. Molto più difficile. […] …’fankulo.

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3 commenti su “Alienazioni Padane

  1. Mohawk ha detto:

    Mi permetto di riportare qui il commento che lo stesso Saverio Fattori mi ha scritto su FB:
    Grazie Marco. Sono passati 10 anni.Ed è bello che Alienazioni faccia male ancora dopo 10 anni. Oggi non ci sono gli sms e non importa più nulla a nessuno dei cronografi. Ma siamo le stesse teste di cazzo, e i fallimenti si sono compiuti, personali, generazionali… Bello che il libro stesso sia stato un fallimento editoriale. Perfetto. 10 anni. Dove fanno a finire gli anni che passano?

  2. Milvia ha detto:

    Conosco Saverio di persona, ma non sapevo di questa sua vecchia pubblicazione. Ho letto solo Acido lattico e Strage in fabbrica. Strage in fabbrica è un romanzo che lo stomaco te lo massacra, ed è forse questo che dovrebbero fare i libri. Di Saverio si dovrebbe parlare molto di più, meriterebbe molto di più, Saverio, nel panorama degli scrittori.

    • Mohawk ha detto:

      Di Saverio si dovrebbe parlare moltissimo! Non lo conosco di persona, ma lo leggo da quando qualche anno fa mi imbattei nel suo Chi ha ucciso i Talk Talk? e mi dispiace che scriva così poco.

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