Terra Ignota, Risveglio

terra ignotaE’ sempre difficile commentare quando un autore che stimi scrive un libro che non ti convince fino in fondo. Forse si legge un libro scritto da un autore che si stima le aspettative sono sempre troppo alte. Non mi aspettavo certo di avere tra le mani Il Signore degli Anelli, però forse da questo Terra Ignota, Risveglio mi aspettavo qualcosina in più.

Vanni Santoni ha scritto un romanzo fantasy, anzi per la precisione Vanni Santoni HG ha scritto il primo romanzo di una trilogia fantasy.

Romanzo di formazione, un’adolescente si lancerà nell’avventura spinta dalla ricerca dell’amica rapita e dell’amico scomparso. Da rude contadina si trasformerà in micidiale guerriera.

Alcuni misteri saranno svelati, le persone non saranno quello che sembravano all’inizio, le compagnie si formeranno e si separeranno, qualcuno morirà. I cattivi sono talmente cattivi che richiamano anche nei nomi i più cattivi di tutti, le famigerate SS. Tanti combattimenti, tanta azione, tanti richiami letterari visibili e nascosti. Si parte dal Gilgamesh babilonese (lo so perché l’ha detto Vanni, io so solo che i babilonesi sono tutti… morti!) fino a Dragon Ball passando naturalmente per Alice nel Paese delle Meraviglie che viene omaggiato anche dal nome della nostra eroina: Ailis.

Le 415 pagine scorrono veloci e Vanni riesce a tenere il lettore quasi sempre incollato alla pagina, c’è qualche calo di tensione che sfocia nell’onirico di troppo secondo me, alcune pagine le avrei saltate a pié pari. La scrittura è piacevole, l’imperfetto utilizzato in alcune fasi (il racconto dei sogni che sogni non sono) mi è sembrato però un po’ pesante ed a volte ci sono dei cambi di registro linguistico improvvisi e poco spiegabili.

Non sono riuscito a capire con gli occhi di chi è guardata la storia (c’è un termine tecnico per dire quello che ho appena detto ma non lo conosco, perdono), sembrerebbe il punto di vista di Ailis, spesso il lettore scopre il mondo insieme a lei che non si era mai mossa dalla sua piccola isola, ma a volte la descrizione di ciò che ci troviamo di fronte è assente o troppo scontata anche quando è chiaro che anche Ailis non lo conosce ed allora è come se la narrazione inceppasse un po’, come se ci fosse qualcosa che non torna. Non so se si è capito quello che ho appena scritto, non sono un critico letterario, e comunque probabilmente me ne sono accorto solo io che sono notoriamente troppo pignolo (dovrei dire che sono un rompicoglioni, ma non volevo offendermi).

Comunque il risultato finale è piacevole e leggerò sicuramente anche il seguito. Aspetto di sentire il commento di mio figlio, noto divoratore di Fantasy.

Su Anobii 4 stelline.

Per chi vuole saperne di più nel blog di Vanni Santoni ci sono i riferimenti alle recensioni vere che non ho ancora letto.

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