Grande Madre Rossa

Grande-Madre-RossaBenvenuti nella Fiaba. Benvenuti nella Leggenda. Infilate la pupilla curiosa nel caleidoscopio: la voce del mago vi dice che E’ Andata Così.

L’ho già scritto e mi ripeto, di Giuseppe Genna lessi Hitler 6 anni fa, era un romanzo difficile che non riuscii mai a digerire. Ma oggi pare non si possa non leggere ed apprezzare GiuGenna. Tutti a consigliarmi il suo Dies Irae, io invece ci ho riprovato con questo Grande Madre Rossa, uscito nell’ormai lontanissimo 2004.

Non è poi così semplice leggere GiuGenna, almeno non per me.

Nella bruma che arrugginisce l’aria, Milano è una grande madre rossa all’orizzonte: non si vede.

Milano, esplode e crolla il palazzo di giustizia. Infiniti morti. E’ un attacco terroristico.

La città colpita da ictus è cieca, è sorda. L’ictus ha causato la paresi del corpo intero della città.

La città è ferita, l’Italia è ferita. Il mondo intero si mette alla caccia.

L’investigatore Lopes ha un compito, il più delicato: ritrovare lo Schedario della procura. Il fantomatico luogo dove sono custoditi i segreti d’Italia, se viene ritrovato e cade nelle mani sbagliate cadono i governi, non soltanto l’attuale. Cadono a dòmino, indietro, a catena, tutti i governi dell’Italia repubblicana.

E’ una caccia all’uomo ed una caccia al mistero.

Chi è la Grande Madre Rossa?
Che gioco di scatole cinesi è questo?
Che trama è questa?
Che trama è questa che ci costringe a non fare niente, a stare a guardare, al culmine della nostra impotenza?

La scrittura di Genna stimola tutti i sensi del lettore, frasi corte e taglienti che lasciano senza fiato, autentici pugni nello stomaco. L’unico appunto che posso fare all’autore è l’eccessiva ricercatezza lessicale, anche se non siamo al livello di Hitler che fu leggibile per me solo con un dizionario a disposizione.

C’è l’orrore: orrore puro.

Giuseppe Genna supera a pieni voti il mio esame di riparazione ed ha il merito di avermi riportato a Milano, nella mia Milano, quella dove sono cresciuto, quella di via Pellegrino Rossi e di via Candiani. Ne troverete altri di suoi romanzi su queste pagine.

Sembra la fine.
E non è mai la fine.

Su Anobii 4 stelline.

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