L’isola dell’angelo caduto

l-isola-dell-angelo-caduto-carlo-lucarelliQui, su questo scoglio dimenticato in mezzo a un mare che non finisce da nessuna parte, il tempo scorre in un modo speciale, si ferma e torma anche indietro, se vuole. In quest’isola così sperduta da non avere neanche un nome, il clima è diverso e può essere estate e inverno a seconda del vento. La luna è strana, si nasconde dietro le nuvole e non la vedi neppure quando è piena. La nebbia qui non è bianca ma nera. La schiuma delle onde è nera. Anche il sole è nero. Qui, i gabbiani volano di notte.

Carlo Lucarelli ci porta nel 1925, quando un giovane commissario di polizia viene inviato su un’isola che ospita una colonia penale. Qui si ritroverà ad indagare su una serie di misteriose morti, con la forzata collaborazione delle camice nere che presidiano l’isola.

Un medico al confino, un folle comandante della milizia, una giovane moglie al limite della pazzia, un’isola misteriosissima, atmosfere al limite tra realtà e fantastico.

Ricorda figlio mio, ricorda: Il Senso dello Stato.

Il protagonista si ritrova a decidere se pensare a se stesso o al senso del dovere e di lealtà allo stato trasmessogli dal padre.

L’isola dell’angelo caduto, pubblicato nel 1999, è scritto con il solito bello stile di Lucarelli, ma secondo me non è certo una delle sue opere meglio riuscite.

Su Anobii 3 stelline

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