Pane e Tempesta

panetempDiciamolo subito, a me questo Pane e Tempesta non è piaciuto, ed ho fatto anche molta fatica a finirlo.

Ho letto quasi tutto di Stefano Benni e di qualcosa ho già parlato in altri post.

In questo romanzo del 2009, Benni ci porta in un piccolo paese, probabilmente appenninico, Montelfo.
La modernità arriva di colpo dietro alle ruspe che nel costruire una nuova strada distruggono ambiente ed abitudini.

Andava ogni notte davanti alle stelle e guardava torvo il cielo. Interrogato sul perché scrisse sul muro del bar: Tutti pregano e adorano Dio, ma le cose vanno male. Se invece tutti insieme facciamo capire a Dio che non siamo contenti, o se ne va, o ne viene uno migliore. Tutti meritiamo di più.

I nostri protagonisti, spesso surreali come spesso Benni sa ben creare, guidati dal Nonno Stregone, si ritrovano all’immancabile Bar Sport.

La trama è un filo sottilissimo e che vede naturalmente i nostri eroi combattere per la salvezza del paese. In realtà sembra un pretesto per inserire all’interno del romanzo una serie infinita di racconti più o meno brevi e più o meno collegati al resto della storia. Racconti che ci descrivono i personaggi protagonisti e vecchie leggende del paese.

Non sarà mai felice, la felicità è come l’acqua. Non arriva mai in un momento, bisogna trovarla, preparare la pompa, fare un pozzetto, mettere le tubature e i rubinetti. Dopo che te la sei conquistata con fatica, allora la puoi bere.

Non mancano momenti di poesia e di divertimento nella lotta contro la strada.

Una strada ecocompatibile taglierà biodiagonalmente il bosco, e ci collegherà all’area metropolitana che, nelle notti più chiare, possiamo veder sfavillare col suo tappeto di luci lontane. Su questa collina, tra la piazzetta e il belvedere che tutti ci invidiano, sorgerà un insieme edilizio ecovirtuoso e geodinamico che non esito a definire superbo.

Secondo me è troppo strutturato come una raccolta di racconti e rimane troppo in secondo piano il tema dell’inutile lotta contro l’inesorabile modernità.

Piovi pure, cielo nero, grandina, e tu, vento, soffiaci contro! Noi abbiamo sempre mangiato pane e tempesta. E terremo duro.

Su Anobii 2 stelline.

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