Podcast: 1989 Wind of change

Ho ascoltato un podcast.

Cioè, ne ascolto tanti e prima o poi scriverò qualcosa sul rapporto tra me e i podcast, forse.

Ho ascoltato un podcast in particolare che ha stimolato una mia breve riflessione, urgente.

Ho ascoltato:
1989 – Wind of change
di Riccardo Gazzaniga, edito da storielibere.fm

1989 wind of changeQuesta la presentazione del podcast:
1989: l’anno di svolta per eccellenza, una stagione di ribellione e musica, di scontri e libertà dopo la quale nulla, in Europa e nel mondo, sarà più lo stesso. La tempesta arriva da lontano: inizia con la salita al soglio pontificio di Papa Woytila nel 1978, continua con l’azione di Lech Walesa in Polonia e deflagra grazie alle mosse di Mikhail Gorbachev in Russia. Nell’estate del 1989, due mesi prima della caduta del Muro, trova anche la più improbabile delle colonne sonore: un festival che per la prima volta porta il rock occidentale al di là della cortina di ferro. Si chiama Moscow Music Peace Festival, e per due giorni ospita dentro lo stadio Lenin esaurito Bon Jovi, Motley Crue, Ozzy Osbourne, Skid Row, Cinderella e Scorpions: un evento che rappresenta per il blocco sovietico quello che Woodstock è stato per l’Occidente. E chissà se la fine dell’Unione Sovietica per come il mondo l’ha conosciuta non cominci proprio qui, mentre una rockstar americana taglia in due la folla dello Stadio Lenin e tutto il 1989.

Ascolto i podcast per intrattenermi mentre guido e per saperne di più su argomenti che non conosco.
Ecco, questo podcast è fatto molto bene, come anche gli altri di storielibere che ho ascoltato (di cui parlerò?), intrattiene benissimo e parla molto della musica che ascoltavo anch’io in quegli anni.

Questo podcast mi ha fatto capire che io, di quello che è successo nel 1989, non ne sapevo quasi nulla.

Cioè, non è che uno superimpegnato politicamente come me da giovane non sapesse che nel 1989 c’erano stati Tienanmen e la caduta del muro di Berlino, ma non ricordavo i moltissimi fatti, dettagli ed aneddoti raccontati da Gazzaniga.

Ma perché non li ricordavo? A parte il fatto che ho una pessima memoria, il vero motivo del buco totale è che io nel 1989 non c’ero.

Sono partito per il mio anno di servizio militare a fine aprile di quel 1989, giusto pochi giorni prima della protesta di piazza Tienanmen. Ho solo qualche vaga immagine di me che guardo un telegiornale in una televisione di un bar di Casale Monferrato, dove sono stato nel primo mese di naja.
Poi il vuoto.

Tutti sanno dove erano la notte in cui cadde il muro, io no. Sarò stato sicuramente in caserma, ma non lo ricordo.
Avevo staccato con il mondo esterno.

Comunque,come dicevo, il podcast è fatto molto bene, forse solo un po’ di retorica di troppo, ma lo dico da vecchio comunista. Lo stato stalinista non è mai stato un mio faro, ma ho sempre fatto il tifo per i compagni sovietici alle Olimpiadi.

L’unico problema è il fatto che Riccardo Gazzaniga è una guardia, ma ascoltandolo non ci si fa caso.

Lo trovate qui: https://storielibere.fm/1989-wind-change/

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