Poi vedremo


Sono tornato in campo.

Abbiamo anche fatto la prima partita della stagione.

Com’è andata?

Male.

Abbiamo perso, ma questa non è una novità. Però ci siamo divertiti meno del solito, il clima in campo non era dei migliori.

Eravamo contati, per me c’era il posto in squadra dal primo minuto.

Eravamo disposti male in campo, eravamo sempre in difesa. Mi hanno lasciato solo troppo spesso contro due/tre/quattro avversari più grossi e più bravi. Io non sono mai stato capace di fermare un treno in corsa e mi hanno travolto un paio di volte.

Sono stato aggredito verbalmente ed offeso da un compagno di squadra. Volevo andarmene ma sono rimasto in campo e nel secondo tempo me la sono cavata meglio. Forse l’orgoglio, forse solo fortuna. Il resto della squadra mi è stato vicino, mi hanno incoraggiato tutti, chi doveva mi ha chiesto scusa.

Quest’anno sarò sempre presente agli allenamenti, ma pensò che parteciperò poco alle partite di campionato.

Poi vedremo.

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Passioni/2

Si chiama passione perché passa.
Più o meno così diceva il buon Andrea G. Pinketts in un suo vecchio romanzo (dovrò iniziare a rileggermeli tutti prima o poi).

Ieri sera c’è stato il primo allenamento della stagione.

Non ci sono andato, pioveva, pessima scusa quando il tuo sport è il rugby.

Il fatto è che mi è passata la voglia di giocare. Non mi diverto più. Non ho mai imparato veramente a giocare e non mi è mai passata la paura di farmi male. La squadra è cresciuta, una volta un posto per me in squadra c’era sempre, nonostante tutto. Adesso sono tutti più bravi di me e me l’hanno anche detto, oltre che fatto capire, che la palla a me non la passano.

Comunque ci riprovo, mercoledì prossimo voglio tornare in campo, magari mi torna la voglia.

Paura

Sabato sono tornato in campo dopo linfortunio alla spalla.

In un’ora di gioco ho toccato palla non più di tre volte.

L’unica volta in cui sarei potuto essere utile ho buttato via l’ovale al vento.

Me ne sono liberato prima di essere travolto dai difensori avversari.

Ho avuto paura, tanta.

Sabato torno in campo, beach rugby a Marina di Grosseto.

Sabato non avrò paura.

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Distrazione

La diagnosi dice: Distrazione della spalla

Cosa significhi non ne ho idea, so però che la spalla, dopo due giorni, ancora mi fa male.

E’ il mio primo infortunio da quando gioco a rugby.

Lanciato in meta sono stato inseguito da un treno in corsa che mi ha raggiunto proprio sulla linea di meta, travolgendomi.

Il fatto di aver realizzato un’inutilissima meta in allenamento è veramente una magrissima consolazione.

La cosa peggiore è che, per cercare di mettere in funzione un’inutile polizza infortuni, ho dovuto dichiarare al pronto soccorso di essere caduto dalle scale di casa.

L’assicurazione non copre il rugby, viene considerato sport pericoloso, chissà perché.

Ho poi scoperto che l’inutile assicurazione non copre neanche l’invalidità temporanea e quindi ho fatto la figura di chi casca per le scale di casa inutilmente.

Sarebbe stato leggermente più dignitoso dire di essermi fatto male giocando a rugby.

Dovrei stare a riposo per tre settimane.

Domani vado a Correggio e lunedì torno al lavoro!

Zanza… Uuuuuh!

Come avevo annunciato più di un mese fa, la barba è cresciuta  ed ho partecipato allo SnowRugby di Tarvisio.

Lo SnowRugby si gioca con le stesse regole del Beach Rugby però si gioca sulla neve e non sulla sabbia ed anche questa volta ho difeso i colori degli Zanzaroni.

Non sono stato un fenomeno ma non ho causato grossi danni, abbiamo vinto 3 partite su 7, ci siamo classificati intorno al 11esimo posto e soprattutto ci siamo divertiti tantissimo.

Non era certo caldo, ma pensavo di soffrire molto di più il freddo. Sarà stato merito della barba…

Forse, ma non oggi

Forse sono troppo vecchio per giocare a rugby, ma non oggi.

E’ stato questo il filo conduttore della bellissima giornata di festa che abbiamo trascorso domenica 16 novembre.

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Per l’occasione del 50esimo compleanno del nostro presidente i Briganti hanno incontrato di nuovo lo Zoo Vasari di Arezzo, sul pesantissimo campo del Sabbione di Siena, per alcuni minuti anche sotto acqua e grandine.

Abbiamo vinto, io mi sono comportato dignitosamente, vengo sempre coinvolto poco nel gioco, ma quando è servito ho fatto il mio dovere.

Però alla fine della partita ero uno di quelli con la maglia più pulita!

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Gli amici briganti Tarpone e Ioda non me l’hanno perdonata.