Castel Lagopesole e Melfi

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Eccoci arrivati all’ultimo giorno di vacanza in Basilicata.

Termino con le foto del Castello di Lagopesole e di Melfi.

Abbiamo visto tre anime di questa regione: il mare; la campagna grigia e brulla dei calanchi; quella verde e rigogliosa del Vulture.

Ovunque paesi caratteristici poco raggiunti dal turismo, ricchi di storia e di piatti tipici.

Concludo con il banale ma azzeccato slogan della campagna pubblicitaria della regione:

Basilicata, bella scoperta!

Venosa

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Interessante area archeologica romana, è stata il paese natale di Orazio (il poeta latino, non il più famoso compagno di Clarabella).

Curiosa abbazia rimasta incompleta con solo muri, pilastri, il cielo come soffitto ed il prato come pavimento, un po’ come San Galgano vicino a casa mia.

Castello in pieno centro, caratteristiche stradine nel borgo visitate da noi di notte.

Ottima osteria.

Dolomiti lucane

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Tra le guglie delle Piccole Dolomiti lucane abbiamo visitato Pietrapertosa e Castelmezzano, borghi caratteristici incastonati tra le rocce, più o meno a mille metri di altitudine.

Uniti da due cavi d’acciaio che creano il Volo dell’angelo, attrazione unica per chi è in cerca di una botta di adrenalina.

Io a 120 all’ora sospeso nel vuoto non mi ci sono buttato.

Terra di Briganti che non giocavano a rugby, ma che provavano a scacciare l’invasore piemontese.

Ed anche qui si mangia più che bene.

Valsinni

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Arroccato nella valle del fiume Sinni abbiamo trovato il piccolo paese di Valsinni e soprattutto la storia della leggendaria poetessa medievale Isabella Morra di cui si nutre ogni pietra del borgo.

Ed abbiamo mangiato benissimo.

Lido di Scanzano Jonico

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E’ bello il mare di Scanzano Jonico, ma noi non siamo molto esigenti.

Un solo campeggio, non grande ma con tutto quello che serve.

Un paio di ristoranti. Pochi turisti. Qualche medusa di troppo.

Craco

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Nel 1963 il paese di Craco inizia a franare.

Da quel momento la popolazione inizia a lasciare il centro abitato.

Vari tentativi di recupero peggiorano solamente la situazione.

Il paese viene evacuato.

L’ultimo abitante lascia la sua casa negli anni ’90.

Il paese viene abbandonato anche dall’amministazione.

I soliti furbi saccheggiano tutto il saccheggiabile.

Craco diventa un paese fantasma, un fermo immagine di quello che era un paese lucano negli anni’60.

Il cinena trasforma Craco in un perfetto set naturale, spesso senza neanche ringraziare.

L’amministrazione attuale mette in sicurezza parte del paese e crea un percorso visitabile con caschetti protettivi ed una guida.

In Italia le cose funzionano così.