La Mummia

raquel.nb[1]E’ soltanto un libro, non ha mai fatto male a nessuno leggere un libro

Non è che sia proprio un capolavoro, ma è divertente, fa un pochino paura e Rachel Weisz è decisamente carina, come avevo già scritto qui e Brendan Fraser sarebbe anche un bel tipo, a patto di non sentire la sua voce originale che è inascoltabile.

Il primo è il più bello, gli altri, sembrerà strano dirlo, ma mi sono sembrati troppo assurdi. Non che sia realistico il primo, ma con un po’ di fantasia l’intreccio sta in piedi, negli altri due di fantasia ce ne vuole troppa. E poi nel terzo la mia Rachel non c’è!

Però rivederlo ogni tanto non fa male.

E qual’è la missione allora?

Liberare la damigella in pericolo, uccidere il cattivo e salvare il mondo.

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Maledette piramidi

La religiosità non si addice a un sommo sacerdote: ne inficia il giudizio, lo corrompe. Mettiti a credere in qualcosa, e tutta la faccenda diventa una farsa. Non che avesse nulla contro la fede. La gente ha bisogno di credere negli dèi, se non altro perché è molto difficile credere nella gente. Gli dèi sono necessari. Lui si limitava a chieder loro di non dare fastidio e di lasciargli fare a modo suo.

Proprio bellino questo Maledette piramidi di Terry Pratchett che pare sia stato un famoso (io non l’avevo mai sentito nominare) scrittore inglese che unisce sapientemente scrittura comica e fantasy.

 

Gli dèi sono sempre stati affascinati dall’incredibile capacità che hanno gli uomini di dire, sempre, la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Ambientato in un mondo fantastico, chiamato Mondo Disco, che assomiglia tantissimo al “nostro” antico Egitto. Il giovane protagonista, che si ritrova ad essere anzitempo il Faraone, dovrà affrontare varie surreali avventure e soprattutto si troverà ad interrogarsi sul rapporto con gli dèi e le istituzioni religiose. La religione non ne esce troppo bene, ma non conosco abbastanza l’autore per poter dire se la sua critica sia riferita solo alla religione egiziana.

Quello che ci vuole, in momenti simili, è un segno. Una sorta di libretto di istruzioni. Il guaio della vita è che non hai modo di far pratica, prima di viverla sul serio.

Divertente, ma forse mi aspettavo qualcosina in più.

Su Anobii 3 stelline.

 

Il Dio del Fiume

E così sono riusciti a convincermi, ho letto anch’io Il Dio del Fiume di Wilbur Smith, dopo che mezza famiglia ne era rimasta intossicata.

Certo, è scritto bene, ma non è il tipo di romanzo storico che piace a me.

Non sono un tecnico e non saprei come dirlo con precisione, ma la scrittura mi è sembrata piatta, ti tiene mediamente sulle spine, vuoi sepere cosa c’è scritto alla riga dopo, vuoi sapere come continua la storia, ma senza grossi scossoni emotivi.

E poi c’è il protagonista, lo schiavo/scriba/medico/stregone/scienziato/echipiùnehapiùnemetta Taita, in Egitto ha inventato e scoperto praticamente tutto lui. Sì, vabbé…

E comunque il suo avere un cattivo padrone è meglio che non averne, non è che sia tanto condivisibile.

Aspetterò un po’ prima di leggere altro di Wilbur Smith.

Su Anobii 3 stelline.