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Che poi tu cerchi di seguire le cose nuove che escono, lo fai per stare al passo coi tempi, per non invecchiare, per far finta di essere ancora un ragazzino.

Poi hai il tuo solito carattere che devono per forza piacerti le cose che ascoltano in pochi e che possibilmente hai iniziato ad ascoltare quando ancora non li conosceva nessuno.

Tutto funziona bene quando fai diventare i Fast Amimals and Slow Kids il tuo gruppo preferito, che effettivamente quando ti hanno stregato ancora non era uscito il loro primo disco, li senti tuoi veramente.

Funziona con i Luminal, li hai visti una volta sola, gli vuoi bene da anni e non li conosce nessuno.

Funziona bene anche quando ascolti Motta, che te lo ha consigliato un amico, ma ancora lo conoscono in pochi ed il primo album è fresco fresco.

Non funziona per niente quando scopri i Ministri, oramai sono una band quasi storica collaudatissima e ti sembra di rubare qualcosa ad iniziare ad ascoltarli dopo 10 anni che sono in giro, però sai lo stesso quasi tutte le loro canzoni a memoria.

Che fare con il Management del Dolore Post Operatorio?

Uno di quei gruppi che sono in circolazione da qualche anno, che suona spesso nei tuoi piccoli club preferiti, ma che non hai fatto lo sforzo di ascoltare. Poi apri Youtube, fai una ricerca e ascolti distrattamente qualcosa.

E adesso aspetti che si rimettano in moto per andare di corsa a vedere un loro concerto, ti chiedi dove sei stato in questi anni e soprattutto ti chiedi sei sei autorizzato ad ascoltarli anche se sono già al loro terzo album. Se lo fai si offende qualcuno?

 

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Al passo con i tempi

Io cerco sempre di tenermi al passo con i tempi.
Anche se non sono più propriamente un ragazzino mi tengo musicalmente aggiornato.

Però i Ministri mi erano proprio sfuggiti!

L’occasione per recuperare il tempo perduto c’è stata venerdì 27, quando la band milanese ha suonato all’ObiHall di Firenze, anche se ad essere proprio precisi io ero lì soprattutto per il gruppo che ha suonato prima, naturalmente i miei Fast Animals and Slow Kids.

Nei giorni precedenti il concerto mi sono ascoltato un po’ tutto il repertorio dei Ministri e devo dire che non mi avevano fatto impazzire: un buon rock and roll italiano senza sconvolgenti novità, con tante belle canzoni cantabili e qualche pezzo buono anche per Sanremo.

Ero proprio curioso di capire perché mezza Italia stravede per il Divi e compagnia.

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Foto di Valentina Cipriani

Il concerto è stato bello, carico ed emozionante, anche se hanno suonato meno del previsto e con una formazione rimaneggiata. Merita sicuramente andarli a rivedere. Intanto ho comprato un loro CD e sto inserendo molte loro canzoni nella mia playlist.

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Foto di Valentina Cipriani

Ma come dicevo noi (con me c’era mio figlio Alessio) eravamo a Firenze soprattutto per loro, per i FASK!

I quattro perugini ci hanno regalato la solita botta di emozioni anche se con un concerto un po’ più corto del solito dato che non era la loro serata.
Ho perso la voce come al solito dopo un paio di pezzi ed ho preso la mia solita buona dose di spallate sotto al palco.

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Foto di Valentina Cipriani

Il solito occhio attento può notare il giovane Alessio in primo piano ed il vecchio vostro eroe che cerca di sorreggere Aimone lanciato sul pubblico.

Prima dei Fask ha suonato il duo siciliano dei Pan del diavolo, non li ho ascoltati con attenzione, non è il mio genere preferito.

Come ultima nota ringrazio la fotografa alla quale ho rubato le tre foto del post, questo il suo riferimento: www.valentinacipriani.com
Non le ho chiesto il permesso, spero non mi denunci.