Mohawk is Online

Ok, riproviamoci.

Dove eravamo rimasti? Di che si parla?

Ad esempio potrei iniziare dicendo che è stato un fine estate musicalmente molto intenso.

Canali

Il 23 agosto ero a Trequanda a sentire per la millesima volta di Giorgio Canali di nuovo in formazione Power Trio, la sua line-up migliore secondo me.

Luminal-05

Il 27 agosto, al Riverock, è stata la mia prima volta sotto al palco dei Luminal.

Ho ascoltato ed amato il loro primo album qualche anno fa ed in quel momento ho deciso che sarebbero stati una delle mie band preferite.
Nel frattempo il loro genere è cambiato adesso si presentano solo con voce basso e batteria, senza chitarre.
Sinceramente pensavo sarei rimasto deluso dalla serata, invece sono rimasto letteralmente fulminato da Carlo, Alessandra ed Alessandro.
Sto mandando a memoria i lori due ultimi CD, in attesa che ricapitino non troppo lontano per poterli tornare a vedere.
Inoltre mi hanno fatto tornare la voglia di tornare a suonare il mio basso elettrico dimenticato nella custodia oramai da qualche anno.

fask

Il 29 agosto, sempre al Riverock e poi il 9 settembre ad Acquaviva sono tornato a vedere i miei idoli del momento, naturalmente parlo dei Fast Animals and Slow Kids, la band perugina che sta facendo innamorare ed impazzire mezza italia e tre quarti della mia famiglia. Vi voglio bene ragazzi, lo sapete.

Materiale Resistente 20.15

Vent’anni fa ce lo siamo perso, quest’anno non potevamo mancare.

La nostra giornata del 25 aprile a Correggio è iniziata con la commemorazione ufficiale che si è tenuta nel centrale Corso Mazzini, dove siamo riusciti ad ascoltarci mezzo discorso di Fabrizio Taver Tavernelli (ex cantante degli Afa ed attuale presidente dell’Anpi di Correggio) e quello di Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco calabrese, ex ministro, una grandissima donna.

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E’ stato bello ritrovare il Taver dopo tanti anni dall’ultimo concerto degli Afa, è stato lui l’anima organizzatrice di questa giornata ed è stato un piacere scambiare con lui anche solo poche parole. Gli Afa sono sempre nel mio cuore.

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E’ stato il primo concerto per Zorro, temevo si spaventasse per i volumi della musica, è stato invece tranquillissimo e si è pure dormito profondamente gli spettacoli meno adrenalinici.

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La brava Mara Redeghieri (ex voce degli üstmamò) ha aperto le danze presentando il suo nuovo progetto Dio Valzer – Attanadara, canti anarchici con l’accompagnamento di contrabbasso e chitarra acustica.

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Cisco Bellotti, altra ex voce di uno di un’altro dei miei gruppi storici, i Modena City Ramblers, ha poi presentato qualche brano del suo repertorio e con la sua Al Dievel ha introdotto il momento più emozionante della giornata, quando sul palco è salito al Dievel in persona, Germano Nicolini, il Comandante Diavolo, che a 95 anni ha ancora una volta incantato il pubblico.

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Lo spettacolo più bello per me è stato quello di Fabrizio Tavernelli, non solo ha riproposto alcune canzoni degli Afa, ma mi ha fatto scoprire che è musicalmente più vivo che mai, mi è dispiaciuto non trovare un suo cd a bordo palco, ma mi attrezzerò quanto prima per non perderlo più di vista. Un grande uomo.

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Non c’entrava nulla con materiale resistente, ma è stato per noi un grandissimo piacere ritrovare l’amico Ricky Bizzarro, il cantante dei nostri Radiofiera. Era imbucato tra gli artisti al seguito di Giorgio Canali e di Steve dal Col, Chitarra dei Rossofuoco e degli stessi Radiofiera.

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Ed eccoli Giorgio e Steve mettere a punto la scaletta del loro spettacolo.

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Il vecchio rincoglionito (si autodefinisce sempre lui) Giorgio Canali ha movimentato come solo lui sa fare il pubblico, il set non era lunghissimo, ma le sue canzoni più incazzate non sono mancate. Non è mancato neanche il momento tenero, quando è salita con lui sul palco la sua Angela Baraldi per cantare con lui La Solita Tempesta.

DSC_1206La serata è poi continuata con Max Collini e I Giardini di Mirò, ma era il momento di andare a mangiare qualcosa e non me li sono ascoltati.

Il clou del concerto doveva arrivare in serata, ma per me è stato una mezza delusione.

Era da qualche giorno che ascoltavo in macchina Lo Stato Sociale, pensavo che dal vivo fossero travolgenti, invece mi sono sembrati mosci e fuori posto, forse non era il loro pubblico, vanno rivisti in un altro ambiente, magari più ristretto.

Hanno chiuso la serata i Post-Csi, ovvero i Csi di vent’anni fa senza Giovanni Lindo Ferretti e con Angela Baraldi a tentare un’improbabile sostituzione.

E’ stato bello rivederli insieme sul palco, ma la figura di Ferretti era troppo importante, non solo come voce, ma soprattutto come presenza scenica. La brava Angela ce la mette tutta ed il risultato è interessante, ma è come se sul palco ci fosse una grandissima cover-band e non i Csi. Peccato, ma di meglio non si poteva avere e va bene così.

Ad un certo punto era troppo buio e non ho più fatto fotografie, anche questo va bene così.

Canali Power Trio

Giorgio Canili

Di nuovo alla Darsena, di nuovo a vedere e sentire Giorgio Canali.

Nessun album nuovo da presentare, dice che ci stanno ancora lavorando, però era nuova la formazione che si è presentata sul palco. Giorgio all’unica chitarra, l’immenso Luca Martelli alla batteria e l’insostituibile Marco Greco che per l’occasione ha lasciato le sue chitarre per imbracciare un cattivissimo e distortissimo Fender Precision Bass.

Arrangiamenti rivisti, ma nulla di particolare, un po’ più scarno ma più ascoltabile di quando si presentano con tre Gibson Les Paul sul palco.

Un GinTonico per scaldare l’ambiente, voce persa alla seconda canzone, partecipazione al pogo finale per non perdere le buone abitudini. Bellissima serata.

E con questo concerto salgono a 15 le volte che ho visto Giorgio dal vivo in questo decennio abbondante di carriera solista, escludendo le volte che l’ho visto sul palco con CSI. Accidenti ha superato i SubSonicA nella mia personalissima classifica che trovate nella pagina concerti!!

La foto l’ho rubata a Roberto Panucci, mi perdonerà.

Boati vicini

E bagliori e boati lontani
troppo indistinti per lasciarci capire
se sia la tempesta
o il consueto tranquillo operare dei cannoni
Giorgio Canali – 100.000

L’emozione di leggere un libro sulla storia della Grande Guerra, durante un temporale, sotto una violenta grandinata e con tuoni e lampi talmente vicini da far tremare la macchina.
Però no, non è certo stato come essere in trincea durante un attacco.

Via delle Volte

Ci siamo fermati a Ferrara un giorno in più, non c’ero mai stato.
Da tempo avevamo in programma di visitarla.
Ascoltando Giorgio Canali e leggendo la sua biografia non poteva che aumentare la voglia di vedere la città delle biciclette ed il Savonarola incazzato come non mai.
E’ arrivata l’occasione con il mio torneo di rugby.

Proprio oggi, continuando il lavoro sul mio audiolibro di Q, sono arrivato a quando Tiziano è a Ferrara e cammina, proprio come abbiamo fatto noi, in Via delle Volte.

Pietro Manelfi mi cammina al fianco nella Via delle Volte.
(…) Passiamo sotto gli archi che sorvolano la via. Una strada che non dorme mai: un gran da fare di conciatori, fabbri e calzolai di giorno; di cosce e tette di notte. Scivoliamo silenziosi dento il vicolo, senza guardarci alle spalle. Ci fermiamo fingendo di parlottare: nessuno ci segue.

Via delle Volte

Fatevi Fottere

Mettersi a fumare e ballare con la Bandabardò o con Manu Chao – Topo Gigio che canta gli Intillimani – o con qualsiasi gruppo ska, alla fine ti fa esaurire le energie. Non si vanno a sfondare le teste, dopo essersi sfondati di canne e balli.

E dopo tanti concerti ho letto Fatevi Fottere, la biografia di Giorgio Canali, costruita da Samuele Zamuner e Irene Zanetti, grazie a tante e tante interviste, e riscritta in prima persona.

Quando metto le mani su una chitarra si percepisce bene quello che voglio comunicare, se ne sente lo spirito, e cerco di dare un colore d’ambiente deciso. Non è presunzione, è così. Una mia nota si riconosce, forse perché suono sempre le stesse.

Giorgio parla di sé, da quando era semplicemente il figlio del fabbro di Predappio, come lo fu a suo tempo il più noto Benito Mussolini, alle sue ultime avventure musicali con i Rossofuoco. E’ una biografia soprattutto musicale, o meglio è una storia della sua parte pubblica, non si riesce ad entrare molto nel privato, ma del resto il suo privato sono cazzi suoi e dei curiosi, chi lo ama davvero come artista deve sapersi accontentare.

Mi piace stare con la gente dopo il concerto, e ubriacarmi con quelli che apprezzano la mia musica. Lo posso fare, perché solo se diventi un mito ti devi proteggere. Ma tanto quelli che mi vengono a vedere li conosco tutti personalmente. Io so esattamente chi ha comprato i miei dischi.

Dal punto di vista artistico però racconta tutto: gli inizi come fonico agli spettacoli di Moana e Cicciolina, l’esperienza francese con i Noir Desir, il rapporto con i CCCP, CSI, PGR,  la carriera solista, le sue produzioni ed il rapporto con il suo pubblico.

Mi è successo di avere un pubblico composto da undici spettatori, ma in quel momento mi faceva bene, dopo l’esplosione di Tabula Rasa Elettrificata, trovarmi con quasi nessuno ad ascoltare.

Tra il suo pubblico naturalmente ci sono anch’io. E mi sono anche sentito chiamato in causa direttamente, perché a Castelfranco Emilia, durante il suo primo tour solista, secondo me non eravamo neanche in undici a sentirlo suonare.

Per fortuna penso di avere il pubblico più intelligente che c’è in Italia. Il mio è un seguito colto, educato ed anche simpatico. Io credo che il desiderio di ogni artista, che si esprime per far capire quello che pensa, sia quello di trovare persone simili a sé.

Ho avuto occasione do trascorrere un po’ di tempo con lui quando siamo stati a Pordenone a sentirlo durante una serata con gli amici Radiofiera ed ho avuto il piacere di bere con lui il primo gin tonico della mia vita, per rendergli onore ho suonato le ultime due volte con la sua famosa maglietta Fatevi Fottere. Quando l’ho acquitata, Giorgio è stato felice di farmi notare come è riuscito a riprodurre anche il font originale della più famosa scritta che accompagnava la stella a cinque punte.

Questo però sono io

Il giudizio sul libro non è altissimo, a lui non si può chiedere di più, mi aspettavo di più dagli autori.

Su Anobii 3 stelline.

No Pasaràn

Con i nostri pugni alzati ad illuderci beati che No Pasaràn!

Bellissimo concerto di Giorgio Canali & Rossofuoco ieri sera a Chiusi.

Formazione sul palco diversa rispetto alle ultime volte, vista l’assenza di Steve “Ciccio” Dal Col e della sua Les Paul. La chitarra di Marco Greco, costretta al ruolo principale, era molto più definita del solito, il basso di Nanni Fanelli mi è sembrato più coraggioso ed anche la voce di Giorgio era più melodiosa. Suoni comunque bellissimi per questa mia 14esima volta ad un suo concerto.

Mi sono comprato la maglietta rossa con la stella a cinque punte e la scritta”Fatevi Fottere” (la indosserò al prossimo nostro concerto) e la biografia del nostro eroe.