Narrazione tossica

Wu Ming hanno dato questa definizione di narrazione tossica:

Per diventare “narrazione tossica”, una storia deve essere raccontata sempre dallo stesso punto di vista, nello stesso modo e con le stesse parole, omettendo sempre gli stessi dettagli, rimuovendo gli stessi elementi di contesto e complessità. E’ sempre narrazione tossica la storia che gli oppressori raccontano agli oppressi per giusticare l’oppressione, che gli sfruttatori raccontano agli sfruttati per giustificare lo sfruttamento, che i ricchi raccontano ai poveri per giustificare la ricchezza”.

Narrazione tossica sono i monumenti ai caduti, tutti, ma soprattutto quelli della Prima Guerra Mondiale.

Il mio lavoro è ancora lungo, ma sono sulla strada buona.

Tutto quello che ho pubblicato fin ora: Monumenti Grande Guerra

 

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L’ultima alba di guerra

L'ultima alba di guerraLa Prima Guerra Mondiale, sul fronte occidentale, finì alle ore 11 dell’11-11-1918.

Eleven Eleven è infatti il titolo originale di questo romanzo di Paul Dowswell, tradotto in italiano come L’ultima alba di guerra, perché da noi la guerra finì qualche giorno prima e per noi 11-11 non significa niente.

La pace fu firmata alle 5 del mattino, ma le convenzioni internazionali vogliono che le ostilità cessino effettivamente solo dopo 6 ore, per dare il tempo a tutti i comandi di essere avvisati. In queste ultime 6 ore morirà qualche migliaio di persone, mandate spesso all’ancor più inutile macello da ufficiali che già sapevano che la guerra fosse oramai terminata.

Tre ragazzi poco più che adolescenti. Un fante tedesco, un fante inglese ed un pilota di caccia americano. Seguiamo la loro ultima alba di guerra, viviamo con loro dalle primissime ore del mattino, ripercorriamo le vicende che li hanno portati tra le trincee del Belgio, a pochissimi chilometri di distanza l’uno dall’altro, negli schieramenti opposti.

Naturalmente le loro storie si intrecceranno e cercheranno in tutti i modi di sopravvivere all’orrore.

Un romanzo facile, scritto bene, decisamente per ragazzi data la semplicità dell’intreccio, ma che con semplici parole cerca di far capire cosa poteva provare un ragazzo gettato nel carnaio del fronte occidentale.

Mi piacciono le storie di guerra e la Storia della guerra.

Su Anobii 3 stelline.

Chianciano Terme

Quali interessi, quali egoismi, quali stolte ambizioni, quali aberrazioni politico militari potevano aver indotto i maggiori responsabili di un’Europa allora considerata all’avanguardia nel mondo civile, ad innescare un processo autodistruttivo di portata immane e come tale inimmaginabile per coloro stessi che lo provocheranno?

Gianni Pieropan – Cit. 1

Chianciano

Boati vicini

E bagliori e boati lontani
troppo indistinti per lasciarci capire
se sia la tempesta
o il consueto tranquillo operare dei cannoni
Giorgio Canali – 100.000

L’emozione di leggere un libro sulla storia della Grande Guerra, durante un temporale, sotto una violenta grandinata e con tuoni e lampi talmente vicini da far tremare la macchina.
Però no, non è certo stato come essere in trincea durante un attacco.