Polizia

PoliziaLa regola generale cui mi attengo riguardo alla psiche umana e che qualsiasi cosa verosimile è possibile. Più parecchie altre inverosimili.

Questo Polizia è un altro romanzone del norvegese Jo Nesbø, questa volta il solito protagonista, l’acciaccatissimo Harry Hole ha a che fare con una serie di omicidi particolari. Le vittime sono poliziotti che vengono uccisi nello stesso luogo e nello stesso giorno in cui si era verificato un precedente omicidio rimasto irrisolto.

Poliziotti buoni, poliziotti cattivi, poliziotti che sembrano quello che poi non sono. Harry che è sempre come te lo aspetti.

Harry aspettò. Guardò fuori dalla finestra. Vide il profilo della collina che cingeva quella pacifica, tranquilla città dove non succederà mai nulla. Che in realtà era l’orlo del cratere di un vulcano dormiente. Dipendeva dal punto di vista. Dipendeva da quanto si sapeva.

Oslo è l’altra protagonista assoluta di questa storia, come sempre nei romanzi di Nesbø. Ho visitato la capitale norvegese nel 2008 e mi è rimasto poco dei luoghi e delle atmosfere. Ricordo una città tranquilla, pulita ed efficiente, che forse proprio per questo nasconde la sua parte più nera.

Guardati e verifica. Sei furioso, pieno d’odio, vuoi vedere il colpevole penzolare, morire, soffrire, non è vero? Perché esattamente come noi volevi bene alla persona che sedeva lì. L’amore, non l’ odio è il motivo per cui sei disposto a fare qualunque cosa, qualunque sforzo per mettere le mani sul colpevole.

In questo, più che negli altri romanzi che ho letto della stessa serie, per scoprire l’autore dei crimini è necessario indagare ancora di più nella personalità di chi commette un omicidio ed è necessario riflettere sul rapporto tra odio e amore.

Scrittura veloce e coinvolgente, estremamente descrittiva ma mai pesante.
Nulla è mai quello che sembra ed in questo romanzo il limite di questo trucco narrativo è portato ancora più avanti. Nesbo è un maestro nel far crescere la tensione che poi si risolve quasi sempre nel modo meno atteso. L’unico appunto da fare è che oramai te lo aspetti, oramai sai che nulla è mai quello che sembra.

Maledetti politici, non ragionano in termini di risultati come noi, calcolano tutto in termini di voti, di come le cose appaiono agli idioti con diritto di voto.

Su Anobii 4 stelline.

Lo spettro

Lo spettroSi guardò intorno, cerco di farsi venire in mente una frase di commiato memorabile, si diede per vinto, salutò con un breve centro della testa e uscì.

Mi sono ritrovato tra le mani un altro thriller di Jo Nesbø, dopo aver letto Il Leopardo qualche mese fa. Questa volta è il turno de Lo Spettro. Il protagonista è sempre lui, Harry Hole, che con questo romanzone arriva alla sua nona avventura.

Il figliastro rimane coinvolto in una storia di droga ed omicidi. E’ innocente, ed il vecchio Harry è la sua unica speranza per uscirne. Mafia russa, spacciatori, poliziotti corrotti, questi gli ingredienti principali.

Tantissime parole, tantissime pagine, tantissima avventura. Tutto scorre velocissimamente. Stesso protagonista, stessa ambientazione e stessa recensione, potrei solo ripetermi, ed allora chi vuole può andarsi a rileggere quella dell’altra volta.

Scrive benissimo il buon Nesbø, ed io sono molto esigente. Penso sia l’unico autore a cui io possa perdonare anche una frase assurda come questa: Il suo viso rivelava quell’innocenza mista a circospezione propria di un giovane che ha visto cose belle e brutte, ma nel contatto con il mondo ancora vacilla tra una franchezza troppo scoperta e una prudenza troppo controllata.

Sì, è vero, è sempre la stessa storia con i suoi mille intrecci che si intrecciano mille volte in mille modi diversi, però ho visto che è appena uscita la decima avventura, se arriva nella biblioteca del mio paese non me la lascio sfuggire.

Peccato aver visitato Oslo prima di aver scoperto questo autore. La capitale norvegese è l’altra grande protagonista del romanzo.

Su Anobii 4 Stelline.

Una spiegazione alla quale eri sicuro che il mio cervello sarebbe arrivato. Perché i nostri cervelli sono sempre disposti a farsi comandare dai sentimenti. Sempre pronti a trovare le risposte consolatorie di cui i nostri cuori hanno bisogno.

 

Il Leopardo

Il leopardoÈ quasi impossibile da cacciare. È raro, ha un territorio molto esteso ed esce in cerca di prede solo di notte. Di giorno si nasconde confondendosi con l’ambiente circostante.

Thrillerone norvegese, più di 760 pagine, il primo romanzo di Jo Nesbø che leggo e probabilmente non sarà l’ultimo.

Nessuno è come sembra, e quasi tutto, a parte il tradimento vero e proprio, è menzogna e inganno. E il giorno in cui scopriamo che neanche noi siamo diversi, è il giorno in cui ci viene meno la voglia di vivere.

Tanti personaggi, tanti intrecci che si intrecciano, buoni che sembrano cattivi e cattivi che forse sono buoni.

Siamo tanto banali. Crediamo perché vogliamo credere. Agli dèi perché placano la paura della morte. All’amore perché fa sembrare la vita più bella. A quello che dicono gli uomini sposati perché è quello che dicono gli uomini sposati.

Eroe/antieroe, uscito male dalla precedente avventura, che viene ripescato tra i fumi dell’oppio per essere riportato a casa dove deve risolvere un caso che solo lui può risolvere. Naturalmente non può mancare la bella e brava poliziotta norvegese.

La polizia è tutto quello che ho. È la mia tribù. E il mio lavoro è risolvere delitti.

Tantissime pagine. Dopo averne lette un paio di cento, che sarebbero la normalità per la maggior parte dei thriller, ti viene da chiederti che ci sarà mai scritto nelle cinquecento mancanti, che mai potrà accadere ancora. Ed invece ne succedono ancora di cose, e poi ne succedono altre e poi altre ancora. Non dico certo che alla fine ne vorresti di più, ma  ti lascia la voglia di leggere altre avventure.

È uno dell’ambiente. Un vicino, un amico, un collega. Oppure uno che è semplicemente là, dietro qualcun altro che distingui con maggior chiarezza, un’ombra a cui nemmeno pensi se non come a un’appendice di quella persona. Cerca di ricordare chi ha attraversato il tuo campo visivo. Perché lui lo ha fatto. Sai già che faccia ha.

Su Anobii 4 stelline.