Lolita

Ma a pensarci bene, al diavolo le fantasie! Sapevo di essermi innamorato di Lolita per sempre, ma sapevo anche che lei non sarebbe stata per sempre Lolita.

Ho deciso di leggere Lolita di Vladimir Nobokov dopo aver ascoltato un’intervista a Stefano Benni, che non solo è un estimatore del romanzo, ma lo ha anche portato in teatro con dei reading.
Quindi per questa volta prendo in prestito le parole di Stefano Benni, che sottoscrivo dalla prima all’ultima.

Lolita, libro scandaloso soprattutto per chi non lo ha letto, chiacchierato e frainteso, citatissimo e misterioso.

Un libro che vive nel luogo comune un po’ torbido dell’ambiguità di una ninfetta, e nel vergognoso desiderio di un uomo maturo.

Lolita è molto più della sua sulfurea fama. È anche un libro scandaloso, ambiguo e inquietante, ma è soprattutto un grande libro sull’amore, sulla dannazione della bellezza e della passione senza età, senza limiti, senza salvezza o sollievo.

È un libro sull’Europa e sull’America, e sul loro attrarsi e corrompersi. Sulla volgarità e sulla inviolabile dolcezza della gioventù. Sugli opposti fantasmi del desiderio e del decoro maschile.

Un libro che finisce con la dichiarazione d’amore eterno di Humbert a Lolita invecchiata, sposata, ferita dalla vita.

Sono rimasto stupito da quanti non lo conoscessero, e hanno poi voluto leggerlo.

Stefano Benni

 

L’immagine in apertura del post chiaramente non è la copertina del libro che ho preso in biblioteca in una triste versione allegata ad un quotidiano, ma è l’immagine di apertura del film di Kubrik. Spero di riuscire a vederlo presto.

Su Anobii 5 stelline.

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Arancia meccanica

Allora che si fa, eh?

Diciamo che almeno una volta ogni dieci anni è bene rileggersi Arancia Meccanica (o Un’arancia a orologeria come dice il titolo sulla copertina del mio libro) di Anthony Burgess, io l’ho appena riletto forse per la terza volta.

Purtroppo il film strafamoso di Kubrik ci ha rubato tanta della fantasia che ci sarebbe voluta per immaginare Alex ed i suoi tre soma, quando si rileggono queste pagine non si possono non avere in mente il faccione di Malcom McDowell e la sua bombetta, come sempre avviene quando il film diventa più famoso del romanzo da cui è ispirato.

Quando un uomo non può scegliere cessa di essere un uomo.