Basta uno sguardo

Sabato 13 settembre i Briganti hanno incontrato ad Orbetello la fortissima formazione dei Modena Rugby Veterans.

Sul campo non abbiamo avuto molto da dire, troppo diversi i valori in campo (noi avevamo 3 giovani quarantenni esordienti).

Durante il terzo tempo ci siamo difesi un po’ meglio, ma siamo stati comunque sconfitti dalla loro simpatia.

Colgo l’occasione per offrirvi un’altra mia Lezione di Rugby.

La sequenza fotografica non è di altissima qualità data la lontananza dei protagonisti ed il gioco di ombre, ma spero sia comunque godibile.

La lezione di oggi si intitola: Basta uno sguardo

– Nella prima immagine vedete il fortissimo attaccante che con la palla in mano punta il difensore Brigante Mohawk, ultimo baluardo prima della meta
– Il difensore con la sola forza del suo sguardo fa perdere l’equilibrio al Veterano Modenese che rovina a terra indisturbato
– La palla rimane comunque nelle mani degli imbattibili modenesi che con un nuovo assalto tentano di superare il Brigante Mohawk
– L’insuperabile difensore con la maglia no. 11 afferra l’attaccante modenese
– Con l’aiuto del Brigante Yoda e del Brigante Sosia, il vostro eroe immobilizza a terra l’avversario, fermando la pericolosissima azione

 

 

La meta nel Beach Rugby

Ecco a voi un’altra delle mie interessantissime Lezioni di Rugby.

Il beach rugby è quasi un altro sport rispetto al rugby vero e proprio: si gioca 5 contro 5, sulla sabbia, le regole sono un po’ diverse ed è diversa la tecnica.

E’ diverso anche il modo in cui le squadre cercano di arrivare alla meta.

Dato che il campo è molto più stretto, bisogna creare lo spazio in velocità e ci deve sempre essere un compagno in sostegno a chi attacca, pronto a sfruttare il momento migliore per lanciarsi a meta.

Sempre dalla bellissima esperienza del Torneo Fango Nero, ecco a voi una sequenza dove si dimostra un gioco di squadra perfettamente riuscito e dove è proprio il vostro eroe ed insegnante di rugby a segnare la meta.

– Lo Zanzarone Pillo, fermato dal Brigante Ursula, vede lo Zanzarone Mohawk in rapido avvicinamento
– Evitando un pericoloso passaggio, l’attaccante si volta e mette praticamente la palla in mano al compagno
– Il valoroso Zanzarone no. 21 corre come un fulmine verso la linea di meta avversaria
– Il Brigante Sosia tenta di raggiungere l’oramai lanciato Zanzarone
– L’attaccante Zanzarone Mohawk si tuffa in meta trascinando con sé l’amico Brigante e segnando la prima delle sue 3 mete personali realizzate durante il torneo
– Il pubblico rimane senza parole

Qualcosina sono capace di farlo anch’io.

Il passaggio intercettato

E per gli amanti dello sport più bello del mondo, continua la mia fortunata ed amatissima serie di Lezioni di Rugby.

Sabato 30 agosto, sulla sabbia delle Ville di Corsano a due passi da Siena, si è svolto il Secondo Torneo di Beach Rugby Fango Nero.

Dato che io sulla sabbia mi sento più uno Zanzarone che un Brigante, ho giocato con la maglia rossa degli Zanzaroni della Val di Merse che per l’occasione hanno messo in campo due squadre, i MILF ed i TEENS. Io naturalmente non ero tra i più giovani.

E’ stata una giornata bellissima, con la mia squadra ci siamo classificati al quinto posto ed in tutta la giornata ho segnato 3 mete, ma di questo parlerò in un altro post.

Veniamo quindi alla serie fotografica di oggi ed alla promessa nuova Lezione di Rugby.

Oggi è il turno de Il passaggio intercettato.

Anche in questo caso le immagini parlano da sole, aggiungo poche didascaliche parole:

– Il giocatore in attacco con la maglia rossa (Io) viene bloccato da un possente avversario
– Il giocatore fermato passa (cerca di passare) la palla al compagno più vicino, il numero 4
– Il fortissimo attaccante inizia cadere trascinato a terra dal difensore molto più grande di lui e non si accorge che la palla, passando pericolosamente vicino alle mani del giovane biondo Brigante, non arriva nelle sicure mani del barbuto Zanzarone
– Il biondo Brigante, con una presa in più tempi, si assicura il controllo della palla ovale e si avvia indisturbato verso la linea di meta
– Segnando la meta il Brigante ringrazia mentalmente il bravo Zanzarone che ha gettato al vento la palla favorendo questo bellissimo passaggio intercettato

Per la cronaca la partita è comunque finita 10 a 4 per gli Zanzaroni Milf.

 

Il placcaggio inutile

E dopo avervi spiegato il mese scorso la mia tecnica del placcaggio di schiena, oggi vi presento la sequenza completa, ripresa da più angolazioni, di un’altra fantastica tecnica:
il placcaggio inutile.

Le immagini parlano da sole, aggiungo solo poche parole:

– L’attaccante corre verso la meta cercando di sfuggire al difensore
– Il difensore lo aggancia per la maglia e ne rallenta la corsa
– Il difensore riesce ad agganciare il giovane attaccante e cerca inutilmente di farlo cadere
– L’attaccante alla fine cade trascinato a terra dall’eroico difensore
– Troppo tardi, l’attaccante riesce lo stesso a schiacciare in meta facendo leva con le gambe sul corpo del difensore e rendendo il bellissimo placcaggio tanto inutile quanto spettacolare.

Completa la sequenza la foto di squadra degli Zanzaroni della Val di Merse che hanno partecipato all’ottava edizione del trofeo di Beach Rugby “Cinghiali Marini” di Marina di Grosseto.
Eliminati ai quarti di finale, ma moralmente vincitori. Come tutti, come sempre.

Ed un grazie per le foto a Stella ed a Francesco Lutzu.

Il placcaggio di schiena

Per gli amanti dello sport più bello del mondo, adesso vi spiegherò una nuovissima ed efficacissima tecnica inventata da me sabato scorso: il placcaggio di schiena.

L’esilarante serie di immagini è abbastanza comprensibile, ma per i cultori del rugby aggiungo poche parole di commento:

– Il difensore punta l’avversario con la palla
– Il difensore affianca l’avversario e cerca inutilmente di fermarlo con il braccio sinistro.
– L’attaccante continua ad avanzare ma il difensore con una magistrale rotazione del busto lo cinge anche con il proprio braccio destro.
– L’attaccante impossibilitato ad avanzare crolla sul terreno di gioco insieme al difensore.

Attenzione: la spettacolare manovra funziona solo se il nostro difensore è aiutato da un suo compagno molto più grosso e molto più bravo.