I sotterranei della cattedrale

sotterranei della cattedrale

La notte prima era nevicato abbondantemente e, a dispetto del freddo intenso, lo spiazzo davanti all’edificio era occupato da un gruppo di studenti dell’università intento a lanciarsi palle di neve. Alcuni di quelli lo riconobbero e lo chiamarono per nome, invitandolo a prendere parte al loro gioco. Vitale fu tentato di accettare, poi si rammentò dei propri impegni e fu costretto a declinare con un rapido saluto.

Cos’ha di particolare la citazione che ho appena riportato? Niente! Siamo all’inizio del primo capitolo e sono le prime frasi che, se le avessi lette prima di acquistare questo volumetto, avrei risparmiato un euro. E’ scritto troppo perbenino, se fosse stato un tema della maturità avrebbe meritato un bel 10 (ma si danno i voti al tema della maturità?). Ma dato che dovrebbe essere un grande thriller storico io mi sarei aspettato qualcosina in più anche da come è stato scritto.

Insomma, non mi è piaciuto, però dato che costa solo 99 centesimi diciamo che il suo dovere di intrattenermi per qualche ora l’ha svolto (sono solo 121 pagine). La storia è piacevole anche se leggera, sembra più una presentazione del personaggio principale, che magari è il protagonista di qualche altro romanzo. O forse no, o forse lo sarà.

Ho l’idea che, con questa collana di libri a 0,99€, la Newton Compton venda piccoli grandi classici della letteratura e faccia promozione ad autori della sua scuderia (come Andrea Frediani di cui parlavo qui:Il Tiranno di Roma) dei quali pubblica un raccontone che serve da spot per i romanzi veri che sono poi pubblicati in altre collane. L’idea è anche buona e dato che il costo è abbordabilissimo non ci si può neanche lamentare troppo della qualità.

Questo però non toglie nulla al fatto che, a me che sono un lettore esigente/rompicoglioni con gusti personalissimi e poche competenze tecnico/linguistiche, questo I sotterranei della cattedrale  non sia piaciuto e penso che non cercherò mai null’altro di Marcello Simoni.

Su Anobii 2 stelline.

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Il Tiranno di Roma

Il tiranno di Roma Forse nel caso de Il Tiranno di Roma più che di romanzo storico (addiritura grande secondo la copertina), bisognerebbe parlare di Storia romanzata.

Com’è nello stile di Andrea Frediani le nozioni storiche sono tante, forse anche troppe e sono sicuramente corrette ed inserite nel giusto contesto, ma è il romanzo che manca.

La storia con la s minuscola è decisamente carente, diciamo leggerina per usare un eufemismo.

Non basta essere un bravo storico, come lo è sicuramente Frediani, per essere anche un bravo scrittore.

Siamo nel periodo della guerra civile romana, delle lotte per il potere tra Mario e Silla, le vite di due schiavi che si intrecciano, tanto sangue e teste mozzate a raccontarci che la vita umana non aveva nessun valore all’epoca.

Uno di quei libri che non vedi l’ora di finire, per fortuna che sono solo 124 piccole pagine. Forse però per un romanzo che costa solo un euro non si può pretendere troppo.

Lettura da ombrellone, proprio come ho fatto io che mi ci sono anche addormentato.

Su Anobii 1 stellina.

La repubblica delle stragi impunite

la repubblica delle stragi impuniteNon pretendo di offrire in poche pagine un’analisi complessiva delle stragi e delle loro matrici, impresa che sarebbe impossibile e non alla mia portata, ma solo porre l’accento su alcuni aspetti della strategia della tensione, andando per così dire alla testa del serpente. Sono consapevole dei limiti profondi di questa ricostruzione, ma sento di non poterne fare a meno, essendo questa solo una testimonianza dell’ultimo dei magistrati, e non la visione illuminata di uno storico.

Le parole che Ferdinando Imposimato usa per iniziare le sue conclusioni sono la migliore delle presentazioni possibili per questo suo La repubblica delle stragi impunite.

Da Piazza Fontana alla morte di Falcone e Borsellino, passando per Brescia, Bologna e l’Italicus.

Come abbiamo visto, chi ha inciso sulla nostra democrazia è stato un soggetto occulto, Stay Behind Gladio, evocato spesso a sproposito, e ancor più di frequente ignorato nei dibattiti degli storici.

Un racconto lucido, trasparente, fatto da chi, come magistrato, è stato spesso in prima fila nelle indagini per cercare di dare una spiegazione ai molti misteri d’Italia, che spesso sono misteri solo per chi non sa o non vuole vedere.

Non è la verità finale e nemmeno parziale, ma un modesto contributo e, spesso una testimonianza, ad alcuni eventi della nostra storia.

Unico neo dell’opera è l’edizione che ne ha fatto la Newton Compton, con quella copertina che ricorda troppo gli infiniti libri complottisti che si trovano sugli scaffali delle librerie.

Su Anobii 4 stelline.