Q il radioromanzo

Chi segue questo mio blog da un po’ di tempo sa che ho prodotto un mio audiolibro del romanzo Q di Luther Blissett, autore oggi conosciuto come collettivo Wu Ming.

Il mio lavoro era nato solo per uso personale e ne ho consegnata una copia a tre Wu Ming (il fatto che non abbia poi ricevuto nessun feedback sta forse a significare che la qualità del mio lavoro era veramente solo per uso personale).

Apprendo oggi che il Collettivo Mühlhausen ha iniziato a lavorare su un progetto ancora più ambizioso, ovvero produrre un radioromanzo.

Qradioromanzo

Questi ragazzi hanno bisogno di una mano.

Questi sono i link utili per chi vuole capirne di più.

Il post di Giap dove i Wu Ming spiegano tutto meglio di me: Giap

La pagina del Collettivo Mühlhausen per il crowdfunding: Q il radioromanzo

Qui poi si può vedere il bellissimo Trailer ed il primo capitolo già prodotto.

Ecco, loro sono sicuramente più bravi di me.

Domani sparerò in mensa

Voglio iniziare una nuova impresa.

Perché alla fine qualcuno il mio audiolibro di Q l’ha ascoltato fino all’ultimo file e pare l’abbia pure apprezzato.

Ne avevo data una copia a 3 dei Wu Ming su 4, ma non ho ricevuto nessun feedback.
O non hanno avuto nessuna voglia di ascoltarne neanche qualche parola oppure ci hanno provato, non hanno apprezzato la mia interpretazione e per pietà di me non mi hanno detto niente.

Dicevo che invece a qualcuno il mio Q è piaciuto.

Adesso devo iniziare a registrare subito qualcos’altro.

Oggi inizio una nuova impresa: 12:47 Strage in fabbrica di Saverio Fattori.

Romanzo molto più snello, capolavoro assoluto, spero di cavarmela in pochi mesi, editing compreso.

Wu Ming a Cortona

Domenica 3 Wu Ming è sbarcato al Cortona Mix Festival.

– Presentazione de L’Armata dei Sonnambuli con Wu Ming 2 e Wu Ming 5
Un po’ troppo veloce rispetto al solito, ma i tempi dell’organizzazione erano stretti.

– Ho conosciuto Loredana Lipperini che ha intervistato Wu Ming.
Di Loredana ho appena letto Morti di Fama e la ascolto tutti i giorni a Fahrenheit.

– Ho consegnato il mio audiolibro di Q a Riccardo e Giovanni.

– Ho visto il Wu Ming Contingent in concerto in piazza Signorelli.
Presto proverò a dire due parole sul loro cd, Bioscop.

– Ho comprato la maglietta di Cura Robespierre.
A giorni arriverà la foto di Scaramouche che la indossa.

– Ho concluso la bellissima serata davanti ad un piatto di zuppa di farro insieme ai compagni Cesare, Yu, Riccardo e Giovanni.

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Consegnato!

Domenica sono stato a Firenze, al CSA Next Emerson, alla mia prima presentazione de L’Armata dei Sonnambuli.

Era presente il solo Wu Ming 4, tra l’altro l’unico elemento della band che in questi miei anni di militanza ancora non avevo conosciuto di persona.

La presentazione, moderata dal buon Vanni Santoni, è stata bella ed interessante e, come sempre accade con loro, la parte più interessante è stata quella delle domande del pubblico. Non ho resistito, una domandina l’ho fatta anch’io.

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Ho poi approfittato dell’occasione per consegnare finalmente nelle loro mani il mio pluriennale lavoro.

Come già sa chi ha letto gli altri miei post, ho letto ad alta voce, e registrato, tutto il romanzo Q. Ho impiegato due anni a leggerlo ed un altro paio di anni a renderlo ascoltabile.

Il lavoro non è perfetto ed è abbastanza amatoriale, ma io sono soddisfatto lo stesso.

Naturalmente l’idea iniziale era quella di farne un audiolibro ad esclusivo mio uso e consumo, poi ho pensato di farlo ascoltare anche agli autori.

Nella foto qui sotto, fatta col cellulare e venuta malissimo, lo storico momento della consegna del cd, con gli mp3 delle 20 ore e passa di registrazione, nelle mani di Federico aka Wu Ming 4.

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Venti ore e ventotto minuti

20 ore e 28 minuti.
Questa è la lunghezza complessiva della mia lettura ad alta voce di Q di Luther Blissett (oggi Wu Ming).

Sto riascoltando tutto alla ricerca di evidenti errori.
Non sembra venuto malissimo.
Forse ho letto tutto un po’ troppo velocemente, un po’ come quando parlo normalmente e mi mangio un po’ qualche parola.
Le pronunce dei tantissimi nomi in tedesco sono un pochino improvvisate, ma sono accettabili.
Di qualche capitolo sono proprio orgoglioso del risultato finale.

Cosa ne farò?

Intanto me lo riascolto io, ed è come rileggere Q per l’ennesima volta, e mi emoziona ogni volta di più.

Pensavo di darne una copia ai Wu Ming la prossima volta che li incontro a qualche presentazione, sicuramente nella prossima primavera.

Figure di sfondo

Sulla prima pagina è scritto: Nell’affresco sono una delle figure di sfondo

Q – Luther Blissett

SfondoCon i Briganti gioco quasi sempre Ala, il ruolo di chi non sa giocare, quello che guarda gli altri giocare per quasi tutta la partita, quello che tocca pochissimi palloni che spesso sono però decisivi. Nel bene e nel male.

Sabato abbiamo giocato contro il Civita Castellana. Per quel poco che sono stato coinvolto non sono stato male. Non imparerò mai a giocare a rugby, però miglioro.

E nel campo sono una delle figure di sfondo.

Altai

AltaiSe voi desiderate prendere una lepre, che le diate la caccia con i cani o col falco, a piedi o a cavallo, resterà sempre una lepre. La libertà, invece, non rimane mai la stessa, cambia a seconda della caccia. E se addestrate dei cani a catturarla per voi, è facile che vi riportino una libertà da cani.

Non è facile scrivere un post su un romanzo come Altai. L’ho letto 3 volte, ho partecipato a diverse presentazioni dei Wu Ming, ne ho ascoltate in podcast innumerevoli, ho letto tantissime recensioni. Praticamente è come se conoscessi la genesi di ogni singola parola del libro. Dite che esagero? No no, è proprio così.

Sono passati quindici anni dall’epilogo di Q, si parte da Venezia, anno domini 1569. Ritroviamo alcuni dei personaggi di Q, ritroviamo soprattutto il protagonista di Q. Anche Altai è scritto in prima persona, ma in questo caso il protagonista narratore è un personaggio nuovo, il giovane Emanuele/Manuel, membro dei servizi segreti veneziani che rinascerà a nuova vita sotto le cupole di Costantinopoli.

Le vostre sconfitte non rendono vano il tentativo di riprovarci. Potete scegliere se essere di nuovo utile a una causa, oppure star qui ad attendere che abbocchino i pesci.

Si parla di libertà, di sconfitte, di guerra di Cipro (tutti ora parlano di Cipro), di battaglia di Lepanto (so tutto sulla battaglia di Lepanto dopo aver letto il saggio di Barbero), di tolleranza, di religioni, di amore. E se ne parla con una lingua perfetta, con un Italiano che non usa parole che siano entrate in uso dopo il 1569, con il Giudesmo, con la lingua franca dei porti del mediterraneo, con un po’ di dialetto veneziano riveduto e corretto dalla mia amica Claudia. Non so se sarei mai in grado di farne una mia versione Ad Alta Voce, anche se è ad alta voce che si deve leggere questo romanzo, per la musicalità delle parole e di ogni singola frase.

Non c’è una parola fuori posto.

Naturalmente su Anobii 5 stelline.