Blade Runner

La seconda parte del viaggio in Romania l’abbiamo trascorsa in compagnia di Blade Runner, cacciatore di androidi, uno sceneggiato radiofonico trasmesso da Radiodue e recuperato da me in podcast.

Lo sceneggiato mantiene il titolo reso famoso dal film di Ridley Scott, ma in realtà è una trasposizione radiofonica del libro di Philip K. Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”,  quindi la trama è leggermente diversa, ma riesce ad esplorare temi che la sceneggiatura del film aveva trascurato.

Le musiche sono sempre quelle di Vangelis, la voce principale  è di Michele Gammino e l’adattamento e la regia sono di Armando Traverso.

Da non perdere, lo potete scaricare qui!

Romania, considerazioni finali

Attraversando la città postindustriale di Hunedoara abbiamo visto squallidi casermoni, impianti industrali dismessi e molti segni di povertà urbana. Per 10 giorni abbiamo visitato i luoghi più caratteristici della Romania, i più turistici ed alcune belle cittadine curatissime, ma siamo ripartiti con il dubbio: qual’è la vera Romania?

Non bastano certo 11 giorni per vedere una nazione grande come la Romania, interessante e ricchissima di luoghi e paesi da non perdere. Non è proprio dietro l’angolo ed abbiamo scelto di vedere più cose possibili anche se lo abbiamo dovuto fare di corsa.

Ripensandoci avremmo forse potuto almeno dimezzare i km percorsi, limitarci ad alcune regioni e prendere tutto con più calma, ma non ci siamo pentiti della scelta fatta.

Magari da grandi ci torneremo, il Maramures c’è rimasto nel cuore.

Ultimo giorno

Piccolo riassunto del viaggio in Romania.

Undicesimo giorno.

E siamo arrivati al nostro ultimo giorno in Romania.

Dopo una passeggiata mattutina nel centro storico di Sibiu, dove la cosa più interessante è stata una mostra di rettili vivi in uno scantinato, siamo partiti alla volta delle fortezze daciche, risalenti all’epoca dell’invasione dell’impero romano.

Certo che per chi vive nell’etrusca Toscana non è necessario arrivare in Dacia per vedere 4 sassi che abbiano un paio di migliaia di anni, anche se sono patrimonio dell’UNESCO, ma era necessario farlo per dare soddisfazione ad Alessio, appassionato di storia antica a 12 anni.

Ci siano fatti quasi 40 km, tra andata e ritorno, di strada bianca ancora peggiore di quella del giorno prima e non c’era poi molto da vedere. Peccato.

Però abbiamo fatto una bella pausa pranzo sulle rive di un fiume, respingendo anche l’assalto di una mucca!

Peccato soprattutto che siamo arrivati tardi a Hunedoara dove abbiamo trovato il castello medievale di Mattia Corvino già chiuso.

I villaggi sassoni

Piccolo riassunto del viaggio in Romania.

Decimo giorno.

La giornata più avventurosa della vacanza, o forse sarebbe meglio dire la più sfortunata.

Siamo andati alla ricerca dei villaggi sassoni della Transilvania, una serie di piccoli paesi storicamente abitati da tedeschi emigrati in Romania al seguito delle varie truppe di occupazione che per secoli si sono spartite la zona, ma che da un po’ di anni sono abitate principalmente da poveri contadini e da Rom.

L’Unesco, che in Romania si è data parecchio da fare, sta proteggendo i più significativi dalla modernità.
Per raggiungere Viscri, che è uno dei più caratteristici, ci siamo fatti una decina di chilometri di pessima strada bianca e mi sono ritrovato con una gomma bucata!
Le moderne auto di oggi non hanno né ruota di scorta né ruotino, ma siamo riusciti a ripartire grazie al kit di pronto intervento.


Abbiamo poi visitato la bella Sighisoara e qualche altro villaggio sassone prima di trovare, a Sibiu, il gommista che ci ha fatto ripartire in tranquillità (la gomma non era riparabile) dopo un paio d’ore di trattative telefoniche con il mio noleggiatore italiano.

Transilvania

Piccolo riassunto del viaggio in Romania.

Nono giorno.

Ed eccoci finalmente in Transilvania.

Durante il viaggio ci siamo documentati, di Dracula e soprattutto di Vlad Tepes sappiamo tutto, quindi sappiamo naturalmente che Dracula è un personaggio esclusivamente letterario, che i vampiri non esistono e che il personaggio storico a cui Bram Stoker si è ispirato per il nome non era neanche troppo cattivo, ma faceva comodo al potere dell’epoca rappresentarlo così.

Naturalmente i castelli della Transilvania quasi nulla hanno a che fare né con Vlad, né naturalmente con Dracula, anche se è difficile spiegarlo a chi affolla le bancarelle di souvenir vampireschi.

Belli i castelli di Peles e Pelisor, bello e più spettrale il castello di Bran, bella soprattutto la città di Brasov dove abbiamo trascorso la serata.