Maledette piramidi

La religiosità non si addice a un sommo sacerdote: ne inficia il giudizio, lo corrompe. Mettiti a credere in qualcosa, e tutta la faccenda diventa una farsa. Non che avesse nulla contro la fede. La gente ha bisogno di credere negli dèi, se non altro perché è molto difficile credere nella gente. Gli dèi sono necessari. Lui si limitava a chieder loro di non dare fastidio e di lasciargli fare a modo suo.

Proprio bellino questo Maledette piramidi di Terry Pratchett che pare sia stato un famoso (io non l’avevo mai sentito nominare) scrittore inglese che unisce sapientemente scrittura comica e fantasy.

 

Gli dèi sono sempre stati affascinati dall’incredibile capacità che hanno gli uomini di dire, sempre, la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Ambientato in un mondo fantastico, chiamato Mondo Disco, che assomiglia tantissimo al “nostro” antico Egitto. Il giovane protagonista, che si ritrova ad essere anzitempo il Faraone, dovrà affrontare varie surreali avventure e soprattutto si troverà ad interrogarsi sul rapporto con gli dèi e le istituzioni religiose. La religione non ne esce troppo bene, ma non conosco abbastanza l’autore per poter dire se la sua critica sia riferita solo alla religione egiziana.

Quello che ci vuole, in momenti simili, è un segno. Una sorta di libretto di istruzioni. Il guaio della vita è che non hai modo di far pratica, prima di viverla sul serio.

Divertente, ma forse mi aspettavo qualcosina in più.

Su Anobii 3 stelline.

 

Perché non possiamo essere cristiani

…la teologia cristiana abbandona definitivamente il terreno della logica e del buon senso, incamminandosi su un percorso che la porterà nel corso dei secoli a impelagarsi in un crescendo pirotecnico di associazioni libere sempre più surreali e imbarazzanti per non diventare altro che “un ramo della letteratura fantastica”

Mi sono riletto Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) di Piergiorgio Odifreddi, un viaggio attraverso un’immaginaria via crucis dove le varie tappe sono i testi sacri del cristianesimo, dalla genesi agli atti degli apostoli, analizzando con la ferrea logica i presunti fatti ed i misfatti, dai massacri fatti in nome di Dio ai misteri della transustantazione.

Per concludere con: finché ci saranno religioni ci saranno guerre di religione, come ci sono sempre state e ci sono. Mentre invece non ci sono guerre di scienza, né ci sono mai state, perché la scienza è una sola: magari non santa, ma certo katholika, nel senso letterale di “universale”.

E sempre un piacere leggerlo, soprattutto quando mi ritrovo spesso a parlare di scienza e religione coi miei ragazzi.