In territorio nemico

In-territorio-nemicoNon lo so, forse c’è qualcosa che io non ho capito, oppure erano semplicemente altissime le mie aspettative.

Mi dispiace e mi risulta difficile dirlo, ma a me In territorio nemico non è piaciuto.

Il romanzo è stato scritto da Scrittura Industriale Collettiva, che non è proprio un collettivo di scrittori, ma un insieme di persone che possono anche non conoscersi, che utilizzano un metodo comune, e dividendosi i ruoli all’interno del progetto, scrivono racconti ed ora un romanzo. E’ un po’ difficile da spiegare, in rete se ne è sentito parlare molto.

Io ho iniziato a seguire le avventure dei SIC da quando il progetto è iniziato, avevo anche pensato di unirmi al gruppo, ma dato che non ho tempo per fare nulla e soprattutto dato che non so scrivere, non c’ho neanche provato. Però l’idea era ed è interessante.

Questo romanzo ad esempio è stato scritto da 115 persone.

Ma veniamo al romanzo. Come dicevo, non mi è piaciuto.

Cioè, è scritto bene, benissimo, e ci mancherebbe altro, con tutte quelle mani a scrivere, rileggrere, revisionare e correggere non poteva essere scritto male. Ma per i miei difficilissimi ed esigentissimi gusti è scritto anche troppo bene, io la forma di certe frasi proprio non la reggo.

Siamo nell’Italia del 1943/1945, si parte con l’8 settembre e si finisce col 25 aprile, si parla naturalmente di lotta partigiana e se ne parla con uno sguardo diverso da quello classico di chi ha narrato l’epopea eroica dei Partigiani. I protagonisti di questa storia sono 3 ragazzi normali, che di fronte agli avvenimenti hanno reazioni diverse e non sempre eroiche.

Parte dei 115 scrittori ha partecipato al progetto raccogliendo testimonianze e documenti, sulla base dei dati raccolti è stato impostato il soggetto. Ecco, a me è sembrato che il soggetto sia un po’ troppo forzato, che la storia sia stata costruita apposta per poterci inserire queste testimonianze. A volte il tempo narrativo corre, passano mesi in poche righe per poi fermarsi per far entrare nel  racconto gli aneddoti fatti rivivere dai nostri protagonisti. In pratica sembra che succeda tutto a loro, come se fosse un classico film americano dove accade tutto al protagonista e tutto si intreccia miracolosamente in maniera perfetta. Lo sguardo però è troppo freddo, forse volutamente, ma comunque troppo freddo.

Se l’obiettivo del progetto era tornare a parlare di resistenza e far vedere con occhi diversi cos’è accaduto 70 anni fa in Italia, diciamo che il progetto è riuscito.

Se l’obiettivo era riuscire, con un metodo freddo ed industriale, a mettere insieme più di 100 persone per creare un buon romanzo, diciamo che il progetto è riuscito.

Non ho volutamente letto nessuna recensione di questo romanzo e non ho partecipato a nessuna presentazione, quindi potrei essermi perso qualcosa e non essere riuscito a gustarmi nel modo giusto queste 300 pagine.

Però a me In territorio nenico non è piaciuto poi tanto.

E mi dispiace anche perché alcuni dei 115 li conosco o ci sono comunque in contatto.

Su Anobii 3 stelline, sulla fiducia.

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Le mie letture estive

Sono arrivati i libri che mi terranno compagnia quest’estate.

Libri estate

E probabilmente sono anche nell’ordine in cui li leggerò:

Point Lenana di Wu Ming1 e Roberto Santachiara

Fatti Male di Ilaria Palomba (Leggete i suoi racconti qui su WordPress: Ilaria Palomba)

In Territorio Nemico di Scrittura Industriale Collettiva, ne parlo qui: Tornano i partigiani

L’Ultima Alba di Guerra di Paul Doswell, un interessante libro per ragazzi che parla di Prima Guerra Mondiale

Intanto però dovro pubblicare qualche riga sui romanzi che ho letto in quest’ultimo periodo, sono rimasto un po’ indietro con i post.

Tornano i partigiani

Si sta avvicinando anche quest’anno il 25 aprile, noi ancora non abbiamo deciso cosa fare in quella giornata, l’unica cosa certa è che la sera suonerò a Città di Castello.

Si sta avvicinando anche quest’anno il 25 aprile ed in libreria tornano i partigiani. E’ appena uscito In Territorio Nemico, il primo romanzo scritto a 230 mani dai SICsters, i ragazzi di Scrittura Industriale Collettiva.

Naturalmente il romanzo non l’ho ancora letto, ma non tarderò molto a farlo. Nel frattempo, a chi vuole saperne di più, consiglio la bella e lunga intervista che Wu Ming 2 ha fatto ai fondatori dell’interessantissimo progetto.

Ops, dimenticavo il link: Wu Ming 2 intervista i SICsters