Black Hawk Down

Niente dura cinque minuti!

E dopo essere stato in Somalia con Timira, ci sono tornato con quel capolavoro di Black Hawk Down di Ridley Scott, era da qualche anno che non lo rivedevo e stavolta  sono riuscito a farlo vedere anche ai miei ragazzi che oramai sono abbastanza grandi anche per certe scene. Forse.

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Timira

I vecchi, come le donne, sono i negri del mondo. E tu sei vecchia, nera, donna e pure bastarda. Cos’altro ti aspetti?

La Storia raccontata attraverso la storia di Isabella Marincola, un’italiana dalla pelle scura.
La storia della Somalia, del postcolonialismo Italiano in Somalia, della speranza per l’indipendenza, della dittatura e della guerra civile in Somalia.
La storia del razzismo italiano, da quello fascista degli anni ’30 a quello peggiore di oggi

Il razzismo che ho conosciuto da ragazza era molto diverso da quello di oggi. La gente era più curiosa che ostile, almeno in apparenza.

La storia appena sfiorata della resistenza e di uno dei suoi sconosciuti protagonisti, il fratello di Isabella, quel Giorgio Marincola già protagonista di Razza Partigiana e del reading Basta uno sparo.

Se sei italiano e hai la pelle scura, sei una contraddizione vivente. Devi dimostrare che sei davvero italiano, devi essere più italiano degli altri, devi combattere fino all’ultimo.

La storia dell’Italia di oggi e del suo Stato praticamente assente ai bisogni dei suoi cittadini

La copertina definisce subito come romanzo meticcio questo Timira, di Wu Ming 2 e Antar Mohamed, la definizione tecnica che amano dare i Wu Ming a questo tipo di opere è oggetto narrativo non identificato.

Scritto in prima, seconda e terza persona, infarcito di documenti storici e qualche fotografia, con qualche lettera intermittente a scandirne le parti. Capitoli della storia di Isabella che raccontano la sua vita a partire dal 1925, che si alternano ai capitoli ambientati nel presente narrativo del 1991/1992. Una struttura che può inizialmente spiazzare chi non conosce lo stile di Wu Ming.

Studiando la storia di Giorgio, compare sottotraccia a Wu Ming 2 la storia, ben più lunga, di Isabella. Iniziano ad incontrarsi regolarmente, fino a quando l’improvvisa morte di lei impone al figlio Antar di proseguirne l’opera.

Abbiamo trascorso un anno a cercare la ricetta per un racconto comune: uno sbobina, l’altro corregge, uno ricerca, l’altro ricorda, uno inventa, l’altro contesta, uno legge, l’altro interrompe, uno scrive, l’altro riscrive. E poi scambiarsi libri, film, articoli di giornale e non disperarsi per un pomeriggio di lavoro insieme, conquistato e difeso tra mille impegni, e passato a discutere di politica, piedi gonfi, musica sinfonica ed eutanasia.
Abbiamo trascorso un anno, poi tu hai pensato bene di lasciarmi da solo, e meno male che la cena era già sul fuoco.
Antar e io non abbiamo dovuto far altro che sorvegliare la cottura, riempire i piatti e invitare i passanti a mangiare con noi.

Ho letto recensioni e soprattutto ho ascoltato ore e ore di reading e di presentazioni di questo Timira (grazie al podcast dei Wu Ming), che è impossibile per me scrivere qualcosa di più sensato di così, non ne sono all’altezza.

Su Anobii 5 stelline.