
Libri contro sigarette
di George Orwell
Le 130 pagine di questo libro raccolgono sei brevi articoli ed un racconto piú lungo scritti da George Orwell tra il 1936 ed il 1946, tradotti da Carola Palmeri e pubblicato da Wudz, la nuova interessante casa editrice di Arezzo.
Ma dopo tutto, come accade che i libri vengano scritti? Al di sopra di un livello piuttosto basso la letteratura è un tentativo di influenzare il punto di vista dei contemporanei registrando esperienze. E quanto alla libertà di stampa non c’è poi una grande differenza tra un semplice giornalista e il più “apolitico” scrittore di fiction. Il giornalista non è libero, ed è consapevole di non esserlo, quando è costretto a scrivere menzogne o a tacere quelle che gli sembrano essere notizie importanti. Lo scrittore di fiction non è libero, quanto è costretto a falsificare i propri sentimenti soggettivi, che dal suo punto di vista sono fatti.
I primi quattro articoli riguardano il mondo dei libri e della letteratura, si parla delle Memorie di un libraio, delle Confessioni di un recensore e di prezzo dei libri in Libri contro sigarette, titolo accattivante che dà il nome all’intera raccolta.
Ne La prevenzione della letteratura si analizza il ruolo dei libri nella società con numerosi cortocircuiti con il suo capolavoro 1984 mentre ne Il mio Paese di destra o sinistra c’è uno spaccato dell’Inghilterra post Grande Guerra.
La qualità veramente invidiabile, riservata all’alta classe era questa: aver dei soldi mentre si era ancora giovani.
Il racconto autobiografico della vita di un malato di tubercolosi in un sanatorio francese è l’oggetto di Come muoiono i poveri, mentre il lungo e famoso racconto Such, Such Were the Joys (qui tradotto Giorni felici) ci porta nell’infanzia dell’autore nella scuola pubblica inglese.
La vita seguiva uno schema gerarchico e tutto ciò che accadeva era giusto. C’erano i forti che meritavano di vincere e vincevano sempre, e c’erano i deboli, che meritavano di perdere e perdevano sempre. Io non contestavo le regole stabilite, perché non ne intravedevo altre. Come potevano i ricchi, i forti, gli eleganti i potenti avere torto? Era il loro mondo, e le norme che avevano definito dovevano essere giuste.
Ho letto tutto di Orwell e tutto più di una volta, a partire dal lontano ’84 proprio con 1984 e questi articoli e racconti li avevo sentiti nominare ma non avevo mai avuto l’opportunità di leggerli, quindi grazie a Wudz per l’ottimo lavoro.
Giudizio 3/5 ★★★