Mensaleri ad Arezzo

Ho partecipato ad un’altra presentazione di Mensaleri e questa volta ho giocato in casa, ad Arezzo, nell’interessante spazio espositivo e multifunzionale Rosy Boa, che non conoscevo.

A dialogare con Giovanni (aka Wu Ming 2) c’era Marco Gallorini della nuova casa editrice Wudz, dell’etichetta musicale Woodworms, del vecchio locale Karemaski e di molte altre cose aretine interessanti.

I romanzi dei Wu Ming toccano sempre mille argomenti diversi così che ogni presentazione, dialogando sempre con persone diverse in luoghi diversi, sia diversa da ogni altra.

Anche questa volta ho registrato l’evento ed ho trascritto male alcuni passaggi interessanti.

Sull’imprenditoria di oggi:
Il racconto del paternalismo ottocentesco che ho fatto nel libro, secondo me risuona molto con il modo di raccontare oggi l’imprenditoria con il suo welfare aziendale. Un imprenditoria che offre tutta una serie di benefit anche sanitari, anche di stato sociale, asilo, bonus, premi ai suoi dipendenti, però poi facendo così contribuisce allo smantellamento di quelle forme di welfare per tutti. Chiaramente la condizione per avere forme di welfare è lavorare e lavorare per la fabbrica che ti dà certi privilegi che quindi non sono più diritti. È uno dei motivi per cui mi interessava raccontare quella storia perché mi sembra che oggi con la con la stessa scarsa capacità di analisi con cui magari incensiamo queste figure di imprenditori illuminati dell’ottocento, parliamo anche degli imprenditori illuminati di oggi.

Illuminante la breve riflessione di Marco Gallorini:
Come sempre si entra dentro un libro di Wu Ming cercando delle risposte mentre un libro di Wu Ming ti insegna a farti ancora più domande.

E la risposta di Giovanni:
Un romanzo non deve rispondere, perché la letteratura nasce dalle contraddizioni, quindi in realtà i personaggi interessanti sono i personaggi contraddittori, le situazioni interessanti sono le situazioni contraddittorie e un romanzo interessante te le mostra, te le fa vedere. Ti mette i personaggi di fronte alle loro contraddizioni e chi legge si porta dietro quegli interrogativi, gli stessi interrogativi che i personaggi si fanno. Poi è chiaro che la narrazione è raccontata da un”angolatura, non si può raccontare una storia senza prendere posizione, è chiaro che l’autore ha una distanza maggiore o minore da alcuni personaggi. È abbastanza evidente che io scrivo con una vicinanza, un affetto, un’attenzione, una cura maggiore nei confronti delle persone che a mio parere sono gli sfruttati di questa storia, le vittime, coloro che poi non hanno potuto raccontare, che non hanno potuto avere voce in capitolo. Però cerco di fare in modo anche l’altra parte non sia tagliata con l’accetta, non sia tutta in bianco e nero, ma ponga delle questioni.

Al termine c’è stato l’annuncio di una nuova collana che vedrà la luce più avanti, sarà edita da Wudz e curata da Wu Ming 2 e dovrebbe raccogliere testi nati da scritture collettive.

Locale strapieno, bella serata.

da Mensaleri /1

L’Uomo è bagatto. Perché tutti fingiamo, inganniamo, millantiamo credito. Eppure, compiamo meraviglie, siamo impostori della peggior specie. Saltimbanchi di noi stessi, capaci di grandi prodigi, siamo tarocchi, cioe’, finti, pazzi, sbagliati, che camminano sulla via dei re, Tar Rog. Pochi lo sanno, eppure…

da Mensaleri di Wu Ming 2