Mensaleri a Firenze

Ho raggiunto Firenze sotto il diluvio per questa mia prima presentazione di Mensaleri, il nuovo romanzo solista di Wu Ming 2.

Di è tenuta al circolo arci Vie Nuove e Giovanni ha dialogato con Dario Salvetti, portavoce del consiglio di fabbrica ex-Gkn.

Serata molto interessante, ho scoperto aspetti del romanzo che non avevo considerato durante la lettura e molto interessanti sono stati i punti di contatto tra la storia narrata in Mensaleri e la vicenda Gkn.

Ho registrato la presentazione e riporto qui la trascrizione del primo intervento di Wu Ming 2.

L’idea del libro nasce dall’intenzione di raccontare l’attitudine colonialista del capitalismo e nasce dall’insoddisfazione, dalla sensazione che nella letteratura italiana, nei libri che si vedono in libreria negli ultimi tempi, ci siano tanti testi che incensano questa attitudine.
Tanti testi celebrativi di dinastie di imprenditori con ottime idee, i quali non sono riusciti a realizzare come avrebbero voluto quelle idee per questioni di destini, malasorte, inciampi.
In questo tipo di letteratura, molto spesso c’è il conflitto ma è un conflitto sempre all’interno a queste dinastie, le questioni riguardavano l’eredità, la proprietà, il chi si tiene che cosa, le gelosie, le invidie, i matrimoni, gli scambi, gli scandali e quasi mai riguardano i conflitti fondamentali del capitalismo colonialista, cioè quello dei luoghi dove l’imprenditore cala i suoi progetti e delle persone sulle quali cala i suoi progetti e mette a servizio dei suoi progetti.
La lotta di classe è ben poco raccontata in questo tipo di romanzi.
Questi romanzi sono anche piuttosto interessanti, ma viene eliminato il il conflitto che è il conflitto centrale.
Lo stimolo era quindi il provare a raccontare anche l’altro pezzo, il pezzo mancante. E mi è sembrato che un villaggio operaio costruito dal niente, una fabbrica costruita in un luogo dove prima le mappe dicevano non abitare nessuno, potesse essere un buon caso di studio.
Mi sembrava interessante far vedere come un imprenditore, che tra l’altro si ritiene pure illuminato e che ha dalla sua una narrazione molto particolare, fa costruire una fabbrica ed ha bisogno di raccogliere forza lavoro in un posto dove forza lavoro non c’è. Un progetto colonialista che andava a portare in quei luoghi un tipo di lavoro che nessuno conosceva.
Da un lato c’è il racconto dell’imprenditore che fa le case per gli operai e gli costruisce il posto dove questi abiteranno, gli mette a disposizione una scuola, uno spaccio ed è convinto di essere il benefattore con un piano che lo porterà a fare del bene e dall’altra parte ci sono delle persone che fino a quel momento vivevano sparse nella campagna e che pian piano si ritrovano invece ad essere lavoratori di questa fabbrica e a lavorare in un contesto che non hanno mai conosciuto e si rendono conto che sotto a quella proposta di utopia ci sono gli interessi del padrone.

La trascrizione non mi è riuscita benissimo, spero che chi ha avuto la pazienza di leggere abbia capito qualcosa.

Comunque leggete Mensaleri, ne parlerò di nuovo.

Anticipo

Mi sono fatto il regalo di compleanno.

In anticipo di un paio di settimane.

Mensaleri di Wu Ming 2 è uscito ieri e sarà il primo che leggerò, già da stasera.

Risto Reich di Luigi Chiarella (Yamunin)
e Il calcio del figlio di Wu Ming 4 sono usciti in primavera ma tra una cosa e l’altra non ero ancora riuscito a prenderli, saranno i prossimi.

In totale sono 1043 pagine.

Giovanni, Luigi e Federico, tre libri di tre amici.

Ne parlerò su questi schermi, stay tuned!