Cosa ne pensi del fascismo?
Che è la quintessenza della merda.
Ma… io sono fascista.
Mi sa che è un problema tuo.
da Risto Reich di Luigi Chiarella
Cosa ne pensi del fascismo?
Che è la quintessenza della merda.
Ma… io sono fascista.
Mi sa che è un problema tuo.
da Risto Reich di Luigi Chiarella
Guardo le vetrate e oltre riflessi vedo la gente correre sui tapis roulant sistemati davanti ai vetri, o pestare sui pedali di bici che non si muovono. Vedo persone correre a dieci metri d’altezza verso un limite che non supereranno mai. E guardandoli vedo racchiusa in questo frammento di visione la vita che ci propinano da ogni angolo. E in loro che stanno lì a faticare vedo riflessi tutte e tutti noi che corriamo appresso a sogni, carriere, immagini, bisogni e che però restiamo fermi. Immobili nello spaziotempo, in un adesso che non passa, condannati a consumare e affannarci per non andare da nessuna parte. Mentre il presente invecchia e la vita scorre via.
da Risto Reich di Luigi Chiarella
Per come vedo le cose, esistono le persone e come queste decidono di agire, non i ruoli che investono. Che una persona si diverta a portare in giro un titolo qualunque, da ministro a direttore, è una cosa che non mi riguarda. Conta quello che fa e come lo fa.
da Risto Reich di Luigi Chiarella
Bisogna lavorare per poter pagare l’affitto, il mutuo, comprare da vestire, da mangiare… Ma se ne farebbe volentieri a meno di dover lavorare. Fosse una cosa bella il dover lavorare, i ricchi se lo sarebbero tenuto tutto per sé.
da Risto Reich di Luigi Chiarella

Risto Reich – Il lavoro del cameriere
di Luigi “Yamunin” Chiarella
Come dice ogni giorno allo staff la moglie del giovane cuoco, è veramente importante che i clienti si sentano a casa quando sono a cena, perché spendono tanti soldi per poter mangiare da noi. E mentre scende gli scalini che portano giù in cantina, il cameriere con il grembiule dice fra sè, mavattenaffanculo tu, il tuo ristorante, i tuoi affari e i tuoi soldi, sai a me quanto stracazzo me ne fotte? Questi hanno la merda nel cervello.
È sempre difficilissimo per me parlare dei romanzi che mi sono piaciuti di più, non so mai da dove iniziare.
Risto Reich è il secondo libro pubblicato dal mio amico Luigi Chiarella aka Yamunin dopo il bellissimo Diario di zona del 2014.
Luigi qualche anno fa ha seguito la compagna che si stava trasferendo a Vienna per lavoro, lì senza inizialmente conoscere una parola di Tedesco, ha iniziato a fare il lavoro all’apparenza più semplice, quello che può fare chiunque senza essere specializzato: il cameriere.
L’esistenza della tradizione della mancia – anche se un fattore importante del lavoro – è una pratica che si ritorce contro chi lavora: fin quando esisterà il costume di dare la mancia, i datori di lavoro si sentiranno in diritto di pagare stipendi bassi, di proporre contratti a poche ore a fronte delle tante o tantissime lavorate perché, tanto “tu ti pigli le mance”. Poi è vero che – se già lo stipendio è da fame – le mance possono fare la differenza…
Questo libro ibrido, un saggio romanzato scorrevole e divertente, racconta la ricerca di un posto da cameriere tra i ristoranti italiani di Vienna, il passaggio tra un ristorante e l’altro e soprattutto la vita quotidiana del cameriere, i rapporti con i colleghi, con i clienti e soprattutto con i gestori dei locali.
Prima di lavorare nella ristorazione non mi ero mai posto domande del tipo: che persona è quella che porta i piatti dalla cucina al tavolo? Da quante ore sta lavorando? Avrà mangiato? Da un po’ di anni me lo chiedo, ogni volta che entro in un ristorante.
Non è facile fare questo lavoro, uno tra i più sottopagati e sfruttati, per chi ha una cultura elevata e soprattutto una precisa coscienza di classe. La ristorazione non è solo cibo gourmet e grandi chef, questo romanzo mostra la realtà degli ultimi nella scala gerarchica, di chi viene sfruttato ed umiliato in ogni modo.
Il peso della recita viene scaricato sulle spalle di chi sta lavorando – anche in questo momento – a un piano di un qualunque hotel o in una cucina o in una sala di un ristorante. Ore di lavoro pagate una miseria, turni di dodici ore spesso senza pausa; settimana lavorativa senza giorno di riposo, straordinari non pagati. Dietro a un sorriso di una qualunque cameriera o cameriere, c’è – molto probabilmente – un attacco di panico, una crisi di pianto, uno stress che avrà bisogno di mesi per essere smaltito.
Dieci anni di vita da cameriere raccontati con precisione, coscienza, ironia e con un ritmo veloce come quello che va tenuto tra i tavoli. Il punto di vista è quello di chi conosce i meccanismi dello sfruttamento capitalista e conosce la strada per ribaltare il sistema.
Secondo classificato tra i libri dell’anno della trasmissione radiofonica Fahrenheit, numerosi riferimenti e citazioni alla mia cultura pop, Gea e Sirius (entrambi scomparsi un anno fa) co-protagonisti delle passeggiate nei viali di Vienna, consigliatissimo.
Perché con tutta la buona volontà che ci si può mettere, la struttura dei rapporti di forza non li cambi da solo. Magari, riprendere a pensarsi come una classe, piuttosto che ognuno per sé, potrebbe essere un punto di forza.
Giudizio 5/5 ★★★★★
Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.
figure.colore.parole
Comprendere il mondo per cambiarlo.
L'arte che ci fa sbavare
"Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che trovano immediatamente davanti a sé, determinate dai fatti e dalle tradizioni" Karl Marx
Rivista moderna di argomenti trascorsi
Lasciati accompagnare in un intrigante viaggio nei misteri della creatività e dell'ignoto
Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni
Uno, nessuno e ventitré
scrittrice
dedicato a Guido Mazzolini
Pensieri vomitati qua e là di una scrittrice in erba che sta cercando di trovare la sua strada.
giusto qualche ritardino
♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥
●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●
"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"
Parole e disincanto