Io che ti ho voluto così bene

Io che ti ho voluto così bene

di Roberta Recchia

Non sempre si legge quello che si ha in programma. Spesso i social, i podcast o gli amici  servono a dare spunti di lettura anche apparentemente inconsueti rispetto al solito. Ogni tanto si esce dalla propria zona di comfrort. È il caso di questo libro.

Si avviò verso casa con il suo carico di tristezza, alleggerito al punto che in certi momenti diventava solo il tocco gentile di una nostalgia.

Se ho ben capito questo questo romanzo è il seguito del primo di Roberta Recchia, Tutta la vita che resta, o meglio, è la stessa storia raccontata da un’altro punto di vista, seguendo le vicende di altri personaggi.

Il protagonista è Luca e si racconta la sua vita da quando era bambino fino alla sua età adulta, più o meno nel nostro presente, pochi anni indietro.

Abbiamo il repertorio completo di tutto quello che potrebbe andare male nella vita di un ragazzo e della sua famiglia. Una vita distrutta che poi si ricostruisce, che poi si ridistrugge, che poi si ricostruisce, tutto raccontato con parole fin troppo giuste.

Era un’eventualità che la sua mente non era stata in grado di concepire, dopo tutto quello che era accaduto. Dopo Betta, sua madre, la vita che era finita il pomeriggio delle arancine e lui aveva dovuto ricostruirsela pezzo per pezzo.

Anche nei momenti più felici hai sempre la sensazione che tutto possa finire da un momento all’altro e che gli capiti chissà quale altro dramma.

L’autrice voleva costruire una storia strappalacrime? In un certo senso c’è riuscita anche con un cinico senza sentimenti come me, mi sono fatto un piantino, ma come sl solito in un punto che non si aspetterebbe nessuno e non dico quale.

Un po’ troppo di plastica. Non penso che leggerò altro.

(Ma Roberta Recchia lo sa quanto può vivere un cane?)

Giudizio 3/5 ★★★